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Caro Babbo Natale, così sogniamo la Piana

babbo-nataleQuasi come se qualche genio della scienza avesse finalmente messo a punto una macchina del tempo che ci permetta di fare un bel salto all’indietro, vogliamo ritornare almeno per un giorno bambini, sederci di fronte a un pezzo di carta e guardare all’insù. Pensando alla nostra Sibaritide e alle involuzioni degli ultimi anni: ai furti, ai danni, agli innumerevoli scippi. Scriviamo la nostra personalissima lettera a Babbo Natale, torniamo a crederci, per esprimere qualche desiderio con la promessa di essere più buoni, sì, ma anche più attivi.
Non gli chiederemmo poi tanto. Innanzitutto una società più equa e meritocratica, in cui si premi chi vale e che abbia una classe dirigente e politica con indosso il mantello del supereroe, per tutelare e difendere i più deboli.
Vorremmo città più pulite e funzionali, una rete di trasporto pubblico che sia valida, con una metro leggera che viaggi da Crotone a Rocca Imperiale e, magari, vedere fermarsi nelle stazioni joniche un treno “Frecciarossa”.
Se ci affacciassimo sulla statale 106, vorremmo vederla sicura e a quattro corsie, come un’autostrada del “lontano” centronord.
Vorremmo immaginare di poter partire dal Porto di Corigliano per raggiungere Sicilia, Grecia ripensandolo come un “portale” per il mar Mediterraneo; o magari spiccare il volo da un nostro aeroporto verso qualunque destinazione.
Non vorremmo più leggere tutti quegli “affittasi” e “vendesi” in giro per i centri cittadini, ma ci piacerebbe passeggiare in vie piene di gente serena, bambini e passeggini, metafora di benessere, prosperità e quindi lavoro.
Chiederemmo una valorizzazione delle nostre mille eccellenze attraverso rotte commerciali sul modello della grande “Sybaris”.
A Babbo Natale, poi, chiederemmo indietro i servizi essenziali che ci  hanno scippato, quegli uffici pubblici che ci permettevano di risolvere i problemi quotidiani senza dover perdere ore a spostarci di qua e di là. Ovviamente vorremmo in dono anche la riapertura dello storico Tribunale di Rossano, simbolo di legalità e della presenza dello Stato. E infine, vorremmo un servizio sanitario adeguato ai tempi, degno di una società avanzata e moderna; guardare verso Insiti e magari scorgere quell’Ospedale della Sibaritide che sia tanto efficiente e all’avanguardia da essere meta di chi cerca una sanità eccellente.
Insomma, caro Babbo Natale in fin dei conti non ti chiediamo nulla di straordinario, se non quegli elementi di civiltà di cui una società “normale” ha bisogno e che, da queste parti, non sappiamo oramai cosa siano.

m. f.
l. l.
s. t.

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