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Carlo Guccione: «Il rilancio del Mezzogiorno è una priorità del Governo»

Il consigliere regionale del Partito Democratico saluta con soddisfazione l’iniziativa venuta fuori anche grazie all’interessamento del Ministro per il Sud Giuseppe Provenzano

La priorità resta il rilancio del Mezzogiorno. A confermarlo la nuova legge di Bilancio da 38 miliardi, che inserisce l’esonero contributivo per il Sud, viene prorogato al 31 dicembre 2022 il credito di imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno e arriva, inoltre, un fondo a sostegno dei Comuni marginali, più colpiti dal fenomeno dello spopolamento. Fino a 2.800 nuove assunzioni a tempo determinato nel Mezzogiorno per le politiche di coesione. Via libera alla rigenerazione della pubblica amministrazione. 228 articoli, un documento che dà continuità al Piano Sud 2030 e che va nella direzione di colmare i divari territoriali per riavviare uno sviluppo forte e durevole. È difficile che il Paese possa riprendere a crescere senza un reale sviluppo del Mezzogiorno.

L’impegno del ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Giuseppe Provenzano, ha portato i suoi frutti. Già prima di questa estate stava lavorando a misure di lungo periodo, efficaci per creare una fiscalità di vantaggio per il Sud finalizzata a favorire l’occupazione. Ha individuato priorità, azioni e risorse per accompagnare questo processo di crescita e sviluppo.

È un’occasione unica per aiutare il tessuto sociale ed economico della nostra regione. Le imprese calabresi avranno a disposizione nuovi incentivi e potranno recuperare un clima di fiducia: un primo passo è stato fatto per la fiscalità di vantaggio al Sud, ma è in corso una trattativa con l’Europa per migliorare ancora di più questa misura.

Ora resta il nodo Sanità. Per il ministro Provenzano dopo anni di penalizzazioni pagate dal Mezzogiorno, bisogna colmare una spesa pro capite inferiore del 25% rispetto al resto del Paese e rimettere, dunque, mano al riparto del fondo sanitario nazionale. L’altra barriera posta dal ministro è sulla quota pro capite della spesa sanitaria che penalizza il Sud e, in particolare, la Calabria. La spesa sanitaria pro-capite in Calabria è di 200 euro in meno per abitante rispetto alla media nazionale. Lo Stato versa nelle casse calabresi quasi 200 milioni in meno all’anno.


 

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