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Carlo Guccione: «L’Asp di potenzi le Unità speciali di continuità assistenziali»

Il Consigliere regionale del Partito Democratico Carlo Guccione interviene a proposito dell’emergenza Covid che si sta abbattendo in Calabria

Anche in provincia di Cosenza siamo in piena emergenza Covid e per molti contagiati è stato disposto l’isolamento domiciliare. Le undici Unità speciali di continuità assistenziali (USCA), fondamentali per contrastare l’emergenza, previste dall’Asp di Cosenza per coprire l’intero territorio provinciale e per garantire l’assistenza a domicilio di coloro che non necessitato di trattamenti in ambito ospedaliero, non sono operative a pieno regime o non sono entrate in funzione per carenza di medici e infermieri.

Attualmente le undici Usca, invece di essere operative sette giorni su sette, dalle 8 alle 20, operano un giorno a settimana avendo a disposizione soltanto quattro medici e tre infermieri che ogni giorno si recano per qualche ora nelle varie sedi Usca della provincia di Cosenza.

Per garantire i turni per ogni singola Usca è prevista una dotazione organica di quattro medici e quattro infermieri. L’Asp di Cosenza ha però adottato scelte sbagliate, sottovalutando l’importanza delle Unità speciali di continuità assistenziali e disattendendo le norme del governo nazionale. Il sistema messo in campo oggi mostra tutta la sua incapacità nell’affrontare l’emergenza, visto che non è stato in grado di garantire un’assistenza diffusa sul territorio ai soggetti positivi ma asintomatici per i quali dovrebbe essere gestito il decorso clinico e assicurato ogni intervento terapeutico presso il proprio domicilio per evitare l’eventuale ricovero in ambito ospedaliero.

L’Asp di Cosenza, dunque, adotti tutte le misure necessarie a rendere operative tutte le undici Usca. Non si può continuare con questo pressapochismo, è in gioco la vita dei cittadini. La commissaria dell’Asp di Cosenza, Simonetta Cinzia Bettelini, si assuma le proprie responsabilità e dia corso anche alle decisioni assunte mesi fa, come quella di creare un nuovo laboratorio in grado di processare i tamponi nello Spoke di Corigliano-Rossano. È inconcepibile, infatti, che ancora oggi non sia entrato in funzione questo laboratorio visto che quello di Cosenza non è più in grado di gestire e processare da solo centinaia di tamponi al giorno.

Già prima dell’estate avevamo invitato tutti coloro i quali fossero responsabili nel prendere decisioni sull’emergenza Covid-19, ad attrezzare la sanità calabrese e cosentina per affrontare al meglio una possibile seconda ondata del virus. Questo non è avvenuto sia per quanto riguarda l’ospedale dell’Annunziata che per l’Asp di Cosenza, qualcuno ha sottovalutato questa emergenza sanitaria. Si prenda in considerazione la possibilità di adottare i poteri sostitutivi perché le Usca siano messi nelle condizioni di poter garantire il monitoraggio e la cura domiciliare dei malati Covid che non hanno bisogno di ricovero ospedaliero.


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