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CariatiPulita propone “modello Riace” per vicenda migranti

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La situazione di tensione sociale che si è creata a Mandatoriccio, con la notifica prefettizia del trasferimento di quarantadue migranti presso una struttura turistica privata della Marina, è, a nostro giudizio, un segnale del fallimento delle politiche sull’accoglienza in un Paese, come l’Italia, che non ha mai affrontato la questione con un serio piano nazionale. Si continua, infatti a considerare come emergenza quella che è una realtà del nostro tempo. Il movimento di migranti è, infatti, inarrestabile da decenni, con numeri enormi (65  milioni, secondo le stime ONU), che toccano anche i nostri luoghi; pensiamo solo al dato di 4838 disperati sbarcati quest’anno al porto di Corigliano, aggrappati non solo ai bordi di battelli traballanti, ma anche al sogno di sopravvivere alla fame, alle guerre e alle violenze, oltre che alla furia del mare. L’ultimo arrivo, alcuni giorni fa, è stato un carico di 346 uomini, 8 donne, 61 minori non accompagnati e 3 cadaveri. La stessa Cariati è stata, nel 2012  e nel 2013, meta di  significativi sbarchi.

UN SISTEMA INADEGUATO

Il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR), varato dal Ministero dell’Interno ponendo gli enti locali e vari soggetti al centro della rete di accoglienza dei migranti, distribuiti in tutto il territorio nazionale, non dà, secondo noi, adeguate risposte, e lo provano tanti tristi episodi che li vedono protagonisti, oltre a continue iniziative di protesta e i malumori tra la gente. È avvenuto di recente a Rossano e ora accade a Mandatoriccio, dove il “no” dei cittadini alla presenza dei migranti risuona forte, amplificato dai notiziari RAI; arrivano a occupare l’accesso dalla Statale 106 a Mandatoriccio Mare. Tocca al sindaco Angelo Donnici, supportato dai colleghi del territorio, Cariati compresa, farsi interprete del timore di ricadute negative sull’economia locale, che vive di turismo; para però il colpo denunciando pericoli di ghettizzazione e di cattiva gestione dell’accoglienza per irregolarità in capo al titolare della struttura (a cominciare dall’agibilità e dalla fatiscenza del servizio idrico), che, a suo dire, ha partecipato al bando pubblico, “per il beneficio delle sovvenzioni”. E in un consiglio comunale straordinario, allargato agli altri sindaci, si scaglia contro le cosiddette “scelte calate dall’alto, senza alcuna condivisioni con le comunità ospitanti”, chiedendo agli organi competenti di vietare “che strutture ricettive private, ricadenti in zone turistiche, possano essere destinate a siti anche provvisori d’accoglienza dei migranti”, e auspicando l’avvio di piani di integrazione territoriali.

LA PROPOSTA DI CARIATIPULITA

Per noi di #CariatiPulita, questa e altre sono le strade da percorrere. Non ci piace vedere i migranti ammassati in luoghi-ghetto, né considerarli dei corpi estranei. Noi siamo per forme di accoglienza diffusa (distribuire i migranti in piccoli gruppi e micro-residenze tra le comunità), che non dispiacciono nemmeno al Sindaco di Mandatoriccio, stando alla sua dichiarazione di disponibilità a offrire le case vuote del suo centro storico per l’ospitalità. Lo stanno già facendo tanti comuni italiani, contrari alle tendopoli e all’emarginazione sociale, i quali hanno adottato questo metodo a garanzia di equilibrio e di controllo sociale, contro la clandestinità, il lavoro nero, le degenerazioni e le speculazioni che nascono dall’idea che i migranti sono solo portatori di problemi, gente senza volto e senza nome, piuttosto che esseri umani.  Abbiamo in Calabria il luminoso esempio di Riace, diventato, col suo sindaco Mimmo Lucano, un simbolo globale di accoglienza per aver offerto casa e lavoro a tanta umanità giunta dal mare, ripopolando con “nuovi riacesi” pronti a riprendere i lavori abbandonati, un centro storico disabitato a causa dell’emigrazione degli abitanti. Non dobbiamo dimenticare l’elemento della migrazione che ci accomuna, né che dietro i numeri dell’immigrazione, alla quale, col martellamento dei media, siamo ormai assuefatti, ci sono quasi sempre sofferenze, storie, famiglie, affetti, bisogni e anche, purtroppo, tante situazioni negative da controllare e arginare. L’accoglienza, ha detto il sindaco Lucano, quando è venuto a sostenerci, in campagna elettorale, “nasce da un’idea di normalità, dalla capacità di intessere relazioni senza umiliare la dignità umana in nome di una speculazione economica o con presunzioni di superiorità”. #CariatiPulita condivide e continua a pensare che oggi, l’immigrazione, se gestita con umanità, con dignità per le persone, secondo le regole che tutelano dallo sfruttamento e dalle forme delinquenziali,  può essere una risorsa in termini di vitalità dei nostri paesi e di dialogo tra esseri umani.

(fonte comunicato)

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