Home / Breaking News / Cariati, si pensi a prevenire e non a curare

Cariati, si pensi a prevenire e non a curare

via-cesare-paveseLa chiusura della stagione estiva non serve solo a fare bilanci su quello che è stato ma, anche, mettersi all’opera in previsione dell’autunno e dell’inverno.
La prevenzione è una parola molto bella, usata in tante circostanze e in tanti settori, che sentiamo pronunciare e invocare di fronte al fatto compiuto, soprattutto negativo. Quante sono, infatti, le amministrazioni comunali che già in questi giorni stanno pensando alla pulizia dei torrenti o dei canaloni, della rete delle acque piovane e a tutte quelle opere di manutenzione, ordinaria e straordinaria, che si rivelano importanti in caso di inclemenza pronunciata delle condizioni meteo?
L’amministrazione di Cariati è sicuramente distratta su questo problema.
E sì che di situazioni critiche ne ha tante! È perfino distratta su un’opera che ha già appaltato, ma i cui lavori non cominciano per motivi amministrativi. Parliamo della frana in via Cesare Pavese, la cui gara d’appalto si è espletata già da qualche mese, ma i cui lavori non hanno preso il via. A chi si debba imputare il ritardo non interessa al cittadino, preoccupato soltanto della sua sicurezza, ma deve allertare tutta la catena dei responsabili dell’esecuzione dell’opera. Si parla, infatti, di lavori di contenimento di una frana, che ha minacciato e minaccia diverse abitazioni situate tra la collina e la strada SS106. Le recenti cronache italiane dovrebbero fare riflettere tutti, amministratori in primis perché dopo che i fatti negativi e talvolta luttuosi sono accaduti, diventa inutile andare alla ricerca delle responsabilità che vengono sempre, puntualmente rimpallate, tra questa e quella amministrazione.
Intervenire per prevenire si può e si deve, a tempo debito e non sotto la costrizione dell’emergenza, che è sempre cattiva consigliera e serve, non di rado a sperperare pubblico denaro, aggiungendo al danno la beffa. L’autunno, di cui la coda dell’estate ha anticipato qualche rabbuffo, è stagione imprevedibile e spesse volte ha causato frane e allagamenti, evitabili con una attenta e puntuale manutenzione, provocando grossi disagi alle popolazioni e interventi tanto costosi quanto precari alle amministrazioni pubbliche.
Con il sistema della protezione civile, presente in tutti i comuni, la vigilanza sul territorio e sulle sue esigenze dovrebbe essere continuamente monitorata, proprio per evitare negative sorprese e attribuire sempre e ovunque le colpe alla violenza della natura e non alla colpevole negligenza degli uomini.
È vero che non di rado le forze della natura si scatenano con violenza inaudita, ma è anche vero che il danno maggiore è sempre stato prodotto dalla violenza degli interventi umani, abusivi e non, che hanno reso più facile alla natura mostrare il suo volto distruttivo e dirompente.
In queste condizioni deve essere considerato prezioso e insostituibile, il lavoro delle amministrazioni comunali, che spesso riescono ad evitare catastrofi e a preservare il territorio da ferite non sempre rimarginabili.

Commenta

commenti

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*