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Cariati, quando i conti tornano

comune-cariatiNei giorni scorsi il consiglio comunale di Cariati ha approvato il bilancio di previsione 2014. Sembra un controsenso parlare di bilancio di previsione,  quando invece si dovrebbero tirare le somme, e quindi fare il consuntivo di un anno di amministrazione.
Queste sono cose tipicamente italiane, di cui non possono essere considerati responsabili solo i comuni. La discussione del bilancio è importante, non tanto per i singoli punti che lo compongono, dal punto di vista tecnico, ma perché costituisce l’occasione e il momento, per la maggioranza e per l’opposizione, di spiegare come si è amministrato, le difficoltà incontrate nel corso della gestione della cosa pubblica, le carenze derivate da scelte politiche non propriamente adeguate e tanto altro.
La maggioranza difende le sue scelte, attribuendo il mancato raggiungimento degli obiettivi alla crisi in atto, che strangola i comuni e tarpa le ali alla fantasia, col  cosiddetto “patto di stabilità”; l’opposizione, da parte sua,  attribuisce tutte le colpe alla maggioranza di governo,  incapace di bene amministrare e responsabile di avere portato il comune sull’orlo del fallimento. Sembra di assistere ad una commedia in cui ognuno recita la parte che gli è stata affidata, nella totale indifferenza dei pochi presenti e tra gli sbadigli dei consiglieri, annoiati,  che non partecipano alla discussione, ma solo al voto finale.
La celebrazione del consiglio comunale ripropone, in miniatura, quanto avviene in alto loco della politica, con la proposizione delle varie posizioni, diffuse attraverso i media come alternative tra loro, ma in realtà strumenti per consentire visibilità a personaggi, diversamente ignoti o  sconosciuti.
È l’effetto della politica spettacolo, personalistica, che ha ormai occupato tutte le platee, incurante dell’unico scopo per cui operare: il bene pubblico. Già, il bene pubblico, che è sulla bocca di tutti, maggioranza e opposizione; peccato che solo i cittadini non riescano a vederlo. Impegnati come sono a sbarcare il lunario, non hanno tempo per interessarsi alle discussioni finte e ipocrite della politica, che promette ciò che non può e sa di non potere mantenere, come le dolorose immagini delle recenti alluvioni, documentano in maniera incontrovertibile. Né vale che quelle immagini siano lontane da noi, perché sono state e potrebbero ancora, dio non voglia, essere nostre, dal momento che identico al nostro è il dissesto idrogeologico di quei territori  e  identica è l’incapacità della politica a gestire il problema. Si dirà che abbiamo divagato, forse; per ritornare al bilancio,  dopo alcune ore di discussione,  è stato approvato con i voti della maggioranza  la quale, bontà sua, non ha aumentato nessuna tariffa.

d. m.

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