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Cariati, Perri: “Ecco la mia idea di turismo”

PERRINatura, arte, cultura, storia, tradizioni: ecco la mia idea di turismo.
«Cataldo, sono George il tuo amico tedesco conosciuto all’epoca degli studi universitari a Perugia, mi ricordo sempre della tua musica e dei racconti che mi facevi sulla bellezza della tua terra. Ho voglia di venire a salutarti nella tua Calabria».

Così esordisce Cataldo Perri, noto medico, artista, scrittore nonché assessore alla cultura e al turismo, nella scorsa consiliatura comunale. L’amico tedesco non venne in luglio o agosto, come gli aveva proposto, ma in maggio.

«Arrivò al tramonto e subito volle vedere il mare. Bastarono per la verità pochi passi e i suoi occhi chiari si persero nella struggente meraviglia e bellezza dello Jonio. Sembrava un ragazzino che vede per la prima volta il mare e ha dovuto faticare parecchio, per far tornare a riva il suo magnifico labrador , felice di bagnarsi in un mare così limpido. Il giorno seguente gli consigliai di visitare alcuni paesi vicini. Ci ritrovammo la sera successiva e mi dissero, lui e la moglie che avevano preferito fare una escursione nel nostro entroterra e poi, dalla 106, a piedi, sono risaliti prima verso San Morello e Pietrapaola. Erano eccitati dalla magnifica flora mediterranea che in maggio esplode con tutta la sua potenza di colori e profumi: i fiori di capperi, di mirtillo, la ginestra, i papaveri, le distese di fiori di camomilla, i cespugli fitti tipici delle nostre macchie, il rosso dei fiori di sulla».

Il suo è un racconto poetico, ma il turismo è attività economica: come la mettiamo?

«Nei giorni seguenti, infatti, visitarono i centri storici di Cariati, di Rossano, di Calopezzati, di Pietrapaola e Mandatoriccio, Terravecchia; poi i mercati saraceni di Cirò e poi a parlare di invasioni turchesche, affacciati dal torrione valle del nostro centro storico. Prima di ripartire, una battuta di pesca coi nostri pescatori e poi ancora escursione a piedi lungo il corso del fiume Nicà: ecco dobbiamo imparare a valorizzare la bellezza del territorio perché solo così potremo intercettare i flussi turistici e incentivare l’economia».

Ma lei è stato anche assessore alla cultura: cosa ricorda di quell’esperienza?

«La vitalità e il fervore delle attività culturali, non sempre compresi, ahimè, dai colleghi amministratori, che ritengono la cultura solo un fatto improduttivo. In qualità di assessore alla cultura del comune di Cariati, fui contattato da una coppia di Arezzo per avere consigli su una vacanza a Cariati. Avevano saputo della bandiera blu ed erano curiosi di conoscere il nostro borgo medievale. In pochi giorni diventarono amici di tanti cariatesi, delle donne che ricamavano al telaio, del famoso gelataio che ovunque fa incetta di premi. Nel centro storico furono deliziati dalla voce antica e carismatica di Giovanni Sapia che declamava, a memoria, la Divina Commedia di Dante, per immergersi, ai primi di settembre, nell’atmosfera del raduno nazionale dei chitarristi battenti, unica manifestazione del genere in Italia».

In conclusione, qual è la sua idea di turismo?

«Non scorderemo mai il profumo della vostra amicizia e il profumo dei gigli bianchi trovati sulla spiaggia di Cariati. Questo ci scrisse quella coppia di Arezzo. Ed è questo il turismo a cui penso, quello che sa integrare la limpidezza del mare e dei monti con la cultura dei luoghi, le tradizioni e l’enogastronomia, le bellezze architettoniche e l’archeologia, la storia presente ed il passato magno greco: la declinazione corretta di questi elementi – conclude Cataldo Perri – dovrà costituire la risposta alla crisi attuale e una opportunità economica da sviluppare con coraggio e creatività».

d. m.

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