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Cariati: Oliverio al 76%, Pd primo partito

Cariati

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Il risultato elettorale è stato veramente gratificante per il centro sinistra di Mario Oliverio, che ha raccolto il 76,63 per cento dei consensi, al di là di ogni più rosea aspettativa. Ci sono certo molte riflessioni che non possono essere taciute e che, se non appannano il risultato, non possono nemmeno essere cancellate.
La prima è quella sull’astensionismo e la disaffezione della politica, che ha raggiunto cifre impressionanti: ha votato appena il 33,96 per cento degli elettori. In questo contesto il Pd risulta di gran lunga il partito più votato; mentre Nicola Filardo, candidato di Autonomia e Diritti, è stato il più votato con circa 600 preferenze.
Se il nuovo governo saprà essere all’altezza dei compiti, che la drammatica situazione della regione esige, e saprà cambiare i tempi della politica e della burocrazia, allora anche per la regione e per il nostro territorio cambierà qualcosa; se invece la faranno da padrone le beghe, i risarcimenti e i contrappesi delle varie anime e correnti, allora, forse, le speranze suscitate dall’imponente avanzata del centro sinistra, sono destinate a durare lo spazio di un mattino.
La seconda riflessione riguarda il teorema, ampiamente spiegato e dimostrato, della scarsa o quasi nulla rappresentanza della fascia jonica cosentina nel nuovo consiglio regionale.
Entrare ora nelle motivazioni che hanno portato a questa conclusione, già ampiamente scontata, sarebbe forse un mero esercizio verbale, inconcludente e privo di efficacia.
Il rammarico è che l’affollamento di tante valide energie, su un territorio tutto sommato limitato, ha portato ad un appiattimento dei valori in campo, con l’inevitabile conseguenza della neutralizzazione reciproca.
Dire che ciò sia il frutto di un disegno strategico costituisce solo una parte del problema che non aiuta il territorio che deve, da parte sua, interrogare e interrogarsi sulla sua scarsa capacità di coesione, che forse tradisce, anche, mancanza di un progetto unitario per il suo sviluppo e la sua valorizzazione. Ma tant’è.

Non serve, ora, stracciarsi i panni o far volare gli stracci, quanto sedersi attorno ad un tavolo ed elaborare proposte e progetti in grado di fare rinascere un territorio, sicuramente ricco di potenzialità, che non vanno inventate, ma solamente riattivate o stimolate.
A partire, solo per fare un esempio, da alcuni servizi quali i rifiuti, per continuare con gli altri, di cui il territorio è stato malamente e maldestramente deprivato: la giustizia (leggasi Tribunale di Rossano), la sanità, la mancanza di trasporti (leggasi ferrovie). Se sapranno, il nuovo governatore e la sua squadra, ripagare quella fiducia che la gran parte dei cittadini ha riposto in loro, e riaccendere le speranze di un futuro per tanti giovani , è presto per dirlo: ma questa è la sfida che hanno davanti.
d. m.

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