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Cariati: il consiglio approva all’unanimità la delibera che permette ai cittadini di pagare le ingiunzioni fiscali

CARIATII cittadini di Cariati potranno pagare le ingiunzioni fiscali non saldate. Relative alle entrate e ai tributi comunali e che fanno riferimento al periodo che va dal 2000 al 2016. In forma agevolata. Potranno, quindi, rateizzare le somme dovute e non dovranno sostenere le spese delle sanzioni.
Lo ha deciso ieri il consiglio comunale, che ha approvato all’unanimità un regolamento per la definizione agevolata delle entrate tributarie. Ai sensi della legge 225/2016. Un atto che ha lo scopo di andare incontro ai cittadini. E di fare in modo che tutti abbiano lo stesso trattamento. Sì, perché alcuni di loro devono pagare i tributi al Comune, altri invece a Equitalia. E quest’ultima, grazie alla rottamazione delle cartelle. Permette di saldare l’importo dovuto senza corrispondere sanzioni né interessi di mora. Ora lo stesso trattamento sarà riservato anche a chi ha un debito con il Comune.

Un atto che non era dovuto, ma che è stato fortemente voluto dall’amministrazione comunale guidata da Filomena Greco. Perché, anche se è consentito a tutti gli enti locali comunali di agevolare i propri cittadini, non tutti lo fanno. A relazionare sul punto è stato Francesco Cosentino. Presidente del consiglio comunale con delega al Bilancio e ai tributi comunali. Cosentino, che ha spiegato che «la definizione agevolata rappresenta un’opportunità sia per il comune. In quanto potrà ottenere la riscossione anche di crediti vetusti e potrà abbattere i costi amministrativi e di contenzioso. Sia per il cittadino debitore, che potrà così ottenere una riduzione significativa del debito grazie all’eliminazione delle sanzioni».

Nel corso del consiglio, sono intervenuti oltre al sindaco Filomena Greco e al presidente Cosentino. Anche l’assessore Antonio Arcuri, il consigliere di maggioranza Pasquale Marino. I consiglieri di minoranza Maria Crescente e Pasquale Trento. Del gruppo Pd-La scelta, e Assunta Scorpiniti, di Cariati Pulita.

CARIATI IL CONSIGLIO APPROVA LA DELIBERA PER LE INGIUNZIONI FISCALI

Durante il dibattito, Cosentino e Marino hanno chiarito la situazione sugli insensati allarmismi. E sulle inopportune sobillazioni degli ultimi giorni, che hanno riguardato la paventata prescrizione degli avvisi di pagamento notificati ai cittadini. Relativi all’Ici e alla Tarsu 2011. È stato dai due puntualmente spiegato che la notifica delle pretese tributarie comunali è avvenuta in maniera corretta. Perché comunicate dal Comune a Poste italiane nel mese di dicembre 2016. Pertanto, non esiste alcuna prescrizione. I termini per un eventuale ricorso scatteranno. Invece, per il cittadino dal momento della ricezione dell’avviso di pagamento.

INCONTRO AI CITTADINI.

La sindaca Filomena Greco si è detta soddisfatta per quanto deciso: «Abbiamo fatto di tutto per andare incontro ai cittadini. Volevamo che non ci fossero differenze e che tutti potessero beneficiare delle agevolazioni previste. Se ognuno fa la propria parte – chi deve pagare paga, chi deve amministrare amministra come si deve. – Le cose possono sistemarsi». E poi ha aggiunto: «Ringrazio tutti i cittadini che, entusiasti, hanno adottato la differenziata. Quelli che ancora non si sono adeguati sono in pochissimi. Alcuni stanno abbandonando sulla spiaggia o per strada rifiuti vari, ma saranno presto sanzionati».

La sindaca ha poi condannato con decisione i numerosi e vili atti intimidatori degli ultimi giorni. «Davanti ai quali – ha promesso – non ci fermeremo».

Ha informato i presenti circa l’incontro che lei e la consigliera delegata Achiropita Paturzi hanno avuto con l’assessore regionale Carmela Barbalace per chiedere agevolazioni ed incentivi per i pescatori i quali purtroppo continuano a subire continui disagi e perdite derivanti anche dalle calamità naturali.

Infine, ha comunicato che, con una delibera di giunta, lo scorso 27 gennaio si è stabilito che verrà aperto il mercato ittico, «perché – ha sostenuto – i pescatori cariatesi e la città di Cariati non si possono permettere di perdere i finanziamenti e di rischiare la restituzione del contributo comunitario».

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