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Cariati, caos acque pubbliche

di DAMIANO MONTESANTO

Cariati

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Basso Jonio e le sue acque, tra le ottimizzazioni delle dispersioni di Cariati che non riesce a incassare il canone, fino al caso limite di Mandatoriccio che ha pagato la sua acqua: nel ciclo idrico, anche da queste parti, regna la confusione più totale.Nei comuni del nostro territorio il problema dell’acqua è uno dei più sentiti perché, oltre al disagio causato dalla sua penuria, c’è l’alto costo che la collettività deve sopportare. Negli ultimi anni, soprattutto, il costo del prezioso liquido ha subito delle impennate incidendo negativamente sui bilanci familiari. Per converso le amministrazioni non hanno fatto molto per educare la popolazione all’uso corretto dell’acqua, magari con campagne di sensibilizzazione, a partire dalle scuole.
La situazione, ovviamente, varia da comune a comune per diversi motivi che possono essere così sintetizzati: vetustà delle condotte, dispersione che talvolta raggiunge percentuali del trenta o quaranta per cento, presenza di fonti di approvvigionamento sul territorio, manutenzione. Intervenire con oculatezza su questi fattori eliminando sprechi e dispersione, valorizzando al massimo le fonti proprie e adottando una sana politica tariffaria, potrebbe trasformare il problema in un cespite importante di bilancio.
E qui si tocca il punto dolens, costituito dal saldo negativo tra le spese sostenute e gli incassi realizzati, per l’incapacità delle amministrazioni di riscuotere i tributi.
Quasi tutti i Comuni integrano le loro fonti di approvvigionamento con una percentuale idrica garantita dalla Sorical. Questa, però, spesso e volentieri, fa pagare ai Comuni anche l’acqua derivante da fonti proprie. Come nel caso di Mandatoriccio fino al 2012.
Non è raro, d’altra parte, sentire qualche amministratore che preferisce la Sorical, piuttosto che la gestione propria, gravata da alti costi dell’energia elettrica e dalla manutenzione; preferisce, perciò, pagare le bollette trimestrali, piuttosto che investire per interrompere un circolo vizioso e puntare all’esercizio diretto delle sue risorse,come è stato positivamente sperimentato in altri comuni calabresi. Ciò vale per quei comuni, soprattutto montani, che dispongono di fonti notevoli di approvvigionamento, che però non vengono adeguatamente sfruttate.
A Cariati, che ha diverse fonti di approvvigionamento idrico, il ruolo della Sorical è alquanto limitato, pur se importante. Di fronte ad un consumo idrico che raggiunge il suo picco nei mesi estivi, la Sorical fornisce al Comune poco meno di un terzo.
La massima quantità idrica è fornita dalle fonti di approvvigionamento proprie, in località Petraro e Filiciusa che, attraverso i serbatoi in località Salto e Zagaria, servono l’abitato della Marina.
Il Comune di Cariati, che può vantare una dispersione minima, per gli investimenti anche recenti nella costruzione di nuove condotte, sopporta ingenti spese, in massima parte per energia elettrica, ma anche per manutenzione, che certamente dovrebbero essere ripagate dagli introiti dei canoni idrici e dal consumo.
Se ciò non avviene è da addebitare ad una organizzazione degli uffici finanziari e ad una amministrazione in balia delle onde: ad oggi non sono stati approvati i ruoli dei tributi a partire dal 2012. Ma questo degli uffici comunali e della confusione che vi regna all’interno, sarà un nuovo argomento di cui occuparci nel viaggio alla scoperta dei comuni del Basso Jonio cosentino.

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