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Cariati: la “bretella” è fatta, anzi no

bretellaSul numero 17 del 7 giugno del nostro settimanale, abbiamo preso in esame la situazione della bretella stradale che dovrebbe collegare l’abitato di Terravecchia con Cariati e la SS106, bypassando l’abitato del centro storico di Cariati.
Sembra fatta, finalmente, almeno a guardare i lavori di innesto e di uscita. E invece la grande sorpresa è che la strada, della lunghezza di circa tre chilometri, non è assolutamente utilizzabile, perché qualcuno ha apposto un cancello sul tracciato stradale impedendone la percorrenza.
Non stiamo raccontando una favola, ma la verità, che chiunque potrà verificare, a meno di coprirsi gli occhi.
Come ciò possa accadere non è semplice capire, perché la strada è completamente costruita.
Né si viene a sapere qualcosa di più, interpellando l’ufficio tecnico del Comune, o gli amministratori comunali, sempre pronti ad assicurare che la soluzione è a portata di mano.
La verità è che la strada è stata completata da qualche anno e gli attuali lavori si sono resi necessari, prima che venisse aperta, per sostituire il tratto terminale dell’innesto sulla SS106, reso pericoloso da una severa pendenza e da una precaria consistenza strutturale.
C’era e c’è, però, l’inghippo dello sbarramento ad opera di un privato, rispetto al quale, l’amministrazione ha brillato e brilla per la sua inerzia o per la sua incapacità. C’è anche chi sostiene che l’amministrazione non si attivi perché l’intero percorso stradale sarebbe pericoloso e non in linea con le norme di sicurezza.
Avrebbe bisogno, pertanto, di consistenti opere di sostegno e di protezione, che richiedono ulteriori finanziamenti; e in questo periodo di grave crisi economica, non si sa proprio a che santo votarsi.
La vicenda presenta anche un aspetto tragicomico, perché la strada rientra tra le opere finanziate dalla protezione civile e si chiama “via di fuga”, da utilizzare in caso di pericolo. Se non può essere utilizzata oggi, in condizioni di normalità, non si capisce come lo potrebbe in caso di pericolo o calamità.

d.m.

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