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Carenza idrica: un problema inaccettabile, da risolvere al più presto

una condotta rotta

di Serafino Caruso

Il diritto all’acqua è considerato un diritto inalienabile. O almeno così dovrebbe essere. In alcune parti del mondo, però, questo bene così prezioso per l’uomo è ancora una chimera. Senza andare troppo lontano, guardiamo cosa accade un po’ in Calabria e nel Sud Italia in generale. La nostra Regione risulta essere una delle più ricche d’acqua di tutta la penisola. Abbiamo la fortuna di avere laghi, dighe e fiumi carichi di acqua. Eppure soffriamo la carenza idrica nelle case. A Rossano e Corigliano, ad oggi, 14 ottobre 2018, manca ancora l’acqua in diverse case per diverse ore del giorno. Parliamo di alcune zone in particolare: nei due centri storici, in zona Monachelle, Torre Pisani e Donnanna a Rossano, in altre zone di Corigliano. Una situazione grottesta che perdura da decenni. E che nessuno mai è riuscito a risolvere proprio perché il problema non è comunale, bensì territoriale. In tutta la Regione manca una vera pianificazione contro la carenza idrica. Il 18 maggio 2017 è entrata in vigore la legge regionale n.18 che disciplina l’organizzazione del servizio idrico integrato e istituisce l’Autorità Idrica della Calabria. I buoni propositi non mancano. Ciò che invece manca continua a essere l’acqua nelle case delle persone. E’ mai possibile, alle soglie del 2020? E’ mai possibile che una persona non può fare una doccia, non può lavare i panni, non può lavare nemmeno quattro piatti? Tutto ciò è inaccettabile. Una classe politica autoreferenziale, distante dal problema e dalle necessità dei cittadini, ci ha fatto arrivare fino a questo punto. Adesso il problema va risolto. La Regione Calabria, a prescindere da chi la governi oggi o domani, deve e dovrà prendere in mano la situazione e addivenire a una soluzione definitiva. Vanno costruiti nuovi pozzi?

il lago Cecita in Sila grande

Vanno rifatte le condotte idriche? Vanno gestite meglio le acque delle dighe e dei laghi che abbiamo nei nostri sterminati altopiani? Qualsiasi siano le soluzioni prospettate, si faccia qualcosa. Serve, così come per altri settori, che si mettano sul tavolo tutte le possibili soluzioni e bisogna iniziare a pensare e progettare. I cittadini che pagano i canoni idrici (anche abbastanza salati) hanno diritto ad avere l’acqua nelle proprie case. Non possiamo andare avanti con continui rattoppi alle condotte idriche, sempre a gestire le emergenze, senza mai affrontare il problema in maniera decisa. Apprezziamo l’impegno e il lavoro di tutti, ma ad oggi la triste e desolante verità è che l’acqua manca ancora in tante, tantissime case delle nostre città.

 

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