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Carceri e trasporti, il programma di Potere al popolo

Carceri e trasportiCarceri e Trasporti; L’eurodeputata Eliana Fiorenza visita la regione e i punti incandescenti del programma di Potere al Popolo li ritrova tutti; dalle carceri, con il singolare sciopero della fame innescato a Reggio Calabria, alle difficoltà sul trasporto. Alla sala del Coni di Cosenza l’eurodeputata arriva dopo una ispezione nella struttura di Arghillà a Reggio. «Abbiamo saputo che dei detenuti erano in sciopero della fame e ho ritenuto fare un controllo. Noi siamo gli unici che sostengono come il fine diseducativo della pena non si concretizzi e siamo anche per l’abolizione del 41bis. In carcere – continua – i detenuti lamentano la carenza delle condizioni minime di vita e questo non è più accettabile. Tutto questo è la conferma che noi siamo candidati che continuano e continueranno ad impegnarsi anche dopo il 4 marzo. Lavoriamo per raggiungere la percentuale necessario».

I CANDIDATI

 Spazio aperto poi sui candidati che hanno espresso le loro idee da aggiungere nell’agenda politica del prossimo governo. Innanzitutto scuola e lavoro che per Rosanna Mele hanno la priorità; anche in considerazione delle intelligenze calabresi che ogni giorno decidono di lasciare la regione. «Rappresentare la propria terra – dice – significa anche combattere affinché le persone non vadano via». Animato e ricco di spunti anche l’intervento del giovane Francesco Campolongo, candidato all’uninominale per la Camera a Cosenza.

CARCERI E TRASPORTI

Nel suo intervento non solo temi di politica nazionale ma soprattutto locale con un forte j’accuse a Mario Occhiuto per la scelta sulla costruzione delle grandi opere e l’abbandono del centro storico. Parole amare anche nei confronti dei politici che hanno fatto gli interessi della sanità privata più di quella pubblica e in ultimo un commovente passaggio dell’ennesimo lavoratore che domenica ha deciso di porre fine alla sua vita. «Domenica Nicola Corrao, non ce l’ha fatta più e si è ucciso, diceva nella sua lettera di addio perché dovesse andare così nonostante i molti sacrifici fatti anche per l’azienda. Ci hanno colpevolizzato – dice Campolongo –, i colpevoli sono altri».

FONTE: Corriere della Calabria 

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