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Carcere Rossano, sette agenti aggrediti da tre terroristi: servono interventi urgenti

carcere di rossanoAttimi di paura ieri pomeriggio nel carcere di Rossano, dove tre detenuti rinchiusi nel settore di massima sicurezza hanno devastato la propria cella e poi hanno aggredito sette agenti della polizia penitenziaria. I tre detenuti, arrestati e trasferiti tempo addietro nel carcere di Rossano per reati inerenti al terrorismo internazionale, erano stati destinatari di un rapporto disciplinare a cui hanno reagito in maniera violenta arrivando a devastare le celle in cui si trovavano agli arresti. Tempestivo il loro trasferimento nel reparto di isolamento, ma la reazione è stata quella di aggredire violentemente i cinque agenti di polizia penitenziaria intervenuti, un sovrintendente e un ispettore. Si è trattato di un’aggressione molto violenta, in seguito alla quale gli agenti sono dovuti ricorrere alle cure presso l’ospedale civile “N. Giannettasio” di Rossano. Per loro escoriazioni varie, contusioni, ecchimosi e la frattura di un dito per un agente.

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“I tre detenuti – hanno detto Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe, e Damiano Bellucci, segretario nazionale – erano stati destinatari di un rapporto disciplinare. Nel carcere di Rossano ci sono 215 detenuti, dei quali circa 80 sono nel reparto di media sicurezza ed il restante in quello di alta sicurezza; di questi 22 sono gli AS2, ristretti per reati di terrorismo internazionale. Ai colleghi – concludono i due esponenti sindacali – va la nostra solidarietà”. La situazione nel carcere di Rossano è, da sempre, ai limiti della sopportabilità. Sovraffollamento e problemi di sicurezza rendono le condizioni di lavoro degli agenti e le condizioni di vita degli stessi detenuti non degni del principio cardine della reclusione: ovvero la rieducazione del condannato. Servono interventi immediati: rinforzi di personale e riduzione del numero dei detenuti. Essere diventati la terza città della Calabria significherà qualcosa. Oppure dobbiamo continuare a essere trattati come l’ultima ruota del carro?

fonte: quotidiano del sud e gazzetta del sud

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