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Carabinieri Rossano, Mirto Crosia: commemorazione del 26° anniversario della morte del Brigadiere Antonio Rubino

Nella mattinata odierna, in località Mirto di Crosia, chiesa S. Francesco d’Assisi, è stata celebrata una funzione religiosa per ricordare il ventiseiesimo anniversario della morte del Brigadiere dei Carabinieri Antonino Rubino. Il sottufficiale, in servizio proprio alla Stazione Carabinieri di Mirto Crosia, il 31 ottobre 1992 mentre si trovava nel limitrofo comune di Caloveto, nel corso di un servizio, veniva a conoscenza che nel centro abitato vi era un uomo che, fuori di sé ed armato di ascia, stava terrorizzando i passanti. Il brigadiere Rubino, senza esitazione, si poneva alla ricerca del soggetto ed una volta individuato, ingaggiava una violenta colluttazione con quest’ultimo, da cui desisteva solo dopo essere stato colpito mortalmente. Il suo gesto veniva riconosciuto unanimemente dalle istituzioni che nei mesi successivi gli tributavano il riconoscimento della Medaglia d’Oro al Valor Civile.

Alla ricorrenza hanno presenziato il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Cosenza, Ten. Col. Piero Sutera, il Comandante della Compagnia Carabinieri di Rossano, Cap. Carlo Alberto Sganzerla, i rappresentanti delle Istituzioni del Comune di Crosia, le Sezioni A.N.C. di Rossano, Cariati e Bocchigliero ed alcuni delegati della rappresentanza militare, nonché una rappresentanza degli studenti delle scuole superiori e medie di Crosia accompagnati dai docenti e dalla Dirigente Scolastica e svariati cittadini che con la loro presenza hanno dimostrato la loro vicinanza all’Arma dei Carabinieri.

Nel corso della celebrazione è stato ricordato il gesto eroico del Brigadiere Rubino che ha sacrificato per la collettività la propria vita. Al termine della celebrazione è intervenuto il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Cosenza che, dopo aver rivolto un saluto agli ospiti intervenuti, ha sottolineato che “è dovere morale della collettività rendere onore ad un valoroso Carabiniere che non ha esitato a sacrificare la vita nell’adempimento fedele e coraggioso della propria missione, dei propri doveri. Un modello di vita esemplare, che deve costituire guida per tutti gli appartenenti all’Arma dei Carabinieri ed in particolare per le giovani generazioni chiamate ad essere il futuro di questo Paese affinché nelle loro scelte quotidiane abbiano ad esempio un riferimento rispettoso delle regole e responsabile. Una fedeltà in senso lato alla propria missione che si sostanzia nelle parole senso del dovere e spirito di sacrificio”.

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