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Caputo su Provinciali: infinita vergogna

caputoNon accenna ad affievolirsi la polemica circa la mancata presentazione di una candidatura unica della Sibaritide alle elezioni della Provincia di Cosenza. Anche il consigliere Giuseppe Caputo parla di “pessima figura di dirigenti regionali e provinciali del centro destra, dovrebbero soltanto rassegnare le proprie dimissioni da un incarico che evidentemente non sono in grado di svolgere. Una grande vergogna infinita. Difficile trovare parole diverse per descrivere quanto accaduto. Da una parte, un territorio, quello dell’Area Urbana Corigliano-Rossano. Che, insieme ai comuni del basso Jonio, si è dimostrato nuovamente incapace di fare sintesi su una candidatura forte ed aggregante dello Jonio. Dall’altra, il peggiore trasversalismo di chi, a queste latitudini come in regione, continua ad avere il coraggio di stare a destra, a sinistra e nel centro.

CAPUTO: SCELTE POLITICHE CHE MUTANO IN BASE ALLE AMICIZIE

Infine, la debacle senza appello del centro destra provinciale e regionale, con la ricusazione della candidatura del Sindaco di Orsomarso Antonio De Caprio per mancanza di firme o, peggio, perché irregolari. Ciò che più è parso intollerabile – aggiunge – leggendo le diverse dichiarazioni rilasciate ai media in questi giorni sulla penosa vicenda delle Provinciali di Cosenza è certamente la posizione di chi, pur essendo dirigente forzista ha candidamente anticipato il suo sostegno al candidato del centro sinistra di OLIVERIO & Compagni. Senza che ciò abbia suscitato o susciti scandalo o scalpore. Come se fosse ormai passato il concetto per cui, al di là del partito che si rappresenta e si dovrebbe dirigere, le scelte politiche possano mutare in base alla vantata amicizia trentennale. O al comparaggio col candidato di turno o con il suo promotore e sostenitore. Questa è un’autentica vergogna. Che allontana sempre di più la gente dalla politica.

 CAPUTO: IMMOLATO IL PROGETTO DI FUSIONE

Sullo sfondo – va avanti l’ex Sindaco di Rossano – resta l’ennesima brutta pagina scritta dagli amministratori dello jonio rispetto all’eventualità di concorrere con una candidatura forte ed unitaria dell’area. E tentare di sottrarre i destini politici, sociali ed economici, ormai segnati, di questo territorio alle dinamiche autoreferenziali del cerchio magico cosentino. Senza contare, infine, che sull’altare del servilismo e del trasversalismo senza dignità dimostrato da tanti amministratori è stato forse immolato anche lo stesso progetto di fusione tra Corigliano e Rossano. Il silenzio di Corigliano è certamente preoccupante.

Domani con quale faccia ci si siederà allo stesso tavolo per protestare contro le tante emergenze comuni del nostro territorio? Ma soprattutto, Rossano e Corigliano come potranno ancora parlare di fusione? Nei fatti continuano a dividersi ed a assumere comportamenti autoreferenziali. L’Area Urbana e l’intera Sibaritide hanno perso un’occasione storica. Sarebbe bene capire quali disegni si nascondono sotto queste manovre. Che hanno di fatto cancellato l’identità politica dei partiti. Di centro destra e di centro sinistra.

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