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Caputo, Gallo, Rapani, Antoniotti e Geraci: “Su Enel apriamo un confronto”

enelROSSANO – Da gennaio resterà disponibile un solo gruppo da 320 Megawatt nella centrale termoelettrica di Rossano. Riteniamo di dover porre noi una questione: che a nessuno venga in mente di sottovalutare il problema o di far passare sulla testa della gente decisioni prese di qua o di là. Lo diciamo con chiarezza, nell’interesse delle migliaia di contatti che il nostro sito ha su questo argomento.

Questa vertenza va trattata alla luce del sole e noi illumineremo anche la notte, per evitare che qualcuno approfitti del buio. Nella centrale, per molti addetti, è già notte fonda, per altri lo sarà. E noi qualche amico romano a Palazzo Madama possiamo vantarlo, lo stesso dicasi per Montecitorio. Chi ha orecchie per intendere…

Per questo, poiché la questione si fa sempre più interessante per un territorio che attende risposte, questa settimana “L’Eco delle Jonio” è andato a sondare l’opinione di alcuni esponenti politici locali sull’“affair Enel”. A breve la centrale sarà spenta e sarà sito di riserva. A decine di famiglie verrà tagliato il proprio bilancio: saranno a spasso. Considerato che il carbone è stato bandito dai tutti i piani industriali Enel, è bene tenerci un panorama mozzafiato deturpato dalle inutili lunghe ciminiere, o non è forse il caso di ripensare ad una forma alternativa di utilizzo, magari di tipo ambientale, come una piattaforma che gestisca i rifiuti di questo comprensorio? Il sindaco della cittadina bizantina Giuseppe Antoniotti, avvicinato in occasione dell’annuncio del nuovo Arcivescovo di Rossano-Cariati, ha risposto: «Non posso ancora espormi pubblicamente, perché proprio in queste ultime ore sto prendendo contatti a tal proposito. Un consiglio comunale ad hoc? Vedremo sempre nei prossimi giorni».

Per il consigliere regionale Giuseppe Caputo «il problema è difficile, in quanto bisogna sapere l’Enel cosa vuole fare. Difatti riuscire ad ottenere una risposta adeguata e produrre il kilowattora competitivo, non più tramite il carbone, ormai obsoleto, sarebbe auspicabile. Non conosco gli attuali intenti dell’Enel, non ha comunicato ufficialmente nulla, però ognuno per la propria parte deve impegnarsi a chiedere quale sarà la direzione verso cui andare, per quanto riguarda il futuro della centrale. L’Enel ha da sempre rappresentato un polmone di occupazione per la Piana e oggi è l’indotto che rappresenta la forza lavorativa, se domani non ci sarà più questo impianto, migliaia di lavoratori rimarranno a casa. Il comune, poi, deve pretendere una risposta forte e chiara: sapere è un diritto.

Che l’Enel chiuda sic et simpliciter – continua l’onorevole – mi sembra alquanto improbabile, certamente i pensionamenti non sono stati integrati, nessuna nuova assunzione, per cui tutto andrà a scemare. L’idea di una piattaforma per la gestione dei rifiuti potrebbe essere un’idea, che va discussa a tavolino, fra amministratori e dirigenti. Con l’Enel si può e si deve parlare di tutto».

Il consigliere regionale Gianluca Gallo puntualizza: «Prima che la centrale termoelettrica dell’Enel di Rossano chiuda definitivamente, reputo sia necessario tentare di riaprire un tavolo di trattativa e comprendere quali sono i margini di una riconversione ed ulteriori ipotesi di sviluppo. Ovvio che non dovrà essere il carbone ma una di quelle soluzioni ecosostenibili e compatibili con quelle che sono le vocazioni del nostro territorio, quindi l’agricoltura ed il turismo. Mi auguro che l’Enel risponda positivamente e nel rispetto delle caratteristiche di questo territorio. È indubbio che una eventuale riconversione “sostenibile” della centrale di Sant’Irene – nella quale lavorano poche decine di persone – potrebbe anche aumentare i livelli occupazionali della zona. Se l’impianto di Rossano dovesse chiudere per sempre, l’Enel lascerà sulla costa questo “ecomostro”. Anche per questo dobbiamo parlare e confrontarci, anche per questo dobbiamo aprire quel tavolo con l’ente per l’energia elettrica, ma a tutti i livelli: dalle amministrazioni locali, a quella provinciale sino al coinvolgimento della Regione».

Il consigliere provinciale di Fratelli d’Italia Ernesto Rapani è convinto che sia necessario «riaprire un tavolo di trattative con Enel per pensare alla riconversione della centrale di Rossano col sistema della pirolisi, utilizzando come combustibile i rifiuti. Insomma, un pirogassificatore come il colosso dell’energia italiano sta allestendo in altre realtà del nord Italia. In un solo colpo risolveremmo la problematica legata ai rifiuti ed anche quella occupazionale». Così facendo, prosegue Rapani, «quella che potrebbe divenire una cattedrale nel deserto che Enel non smantellerà mai, continuerà a vivere. “Officina Jonio Italia”, il laboratorio promosso da Fdi sta completando un progetto sulla raccolta e lo smaltimento dei rifiuti che sarà presentato agli amministratori a settembre. Insomma, parliamo con Enel per comprendere quali siano i margini di una trattativa: se riceveremo una risposta positiva, allora dovremo confrontarci con i comuni di Corigliano e della zona, ma anche con la Regione».

Al di là del Cino, il sindaco di Corigliano, Giuseppe Geraci, si dice convinto della necessità di aprire un confronto a tre con Enel. «La politica oggi è sottomessa all’economia ed agli interessi dei grandi gruppi finanziari. La chiusura dell’Enel è un argomento che prestissimo dovremo affrontare con il collega Antoniotti, anche perché c’è gente che rischia di rimanere senza lavoro. Ecco, dunque – dichiara Geraci – l’esigenza di aprire un tavolo sul quale confrontarsi. Corigliano e Rossano, ormai, camminano all’unisono e su tanti temi. Dalla metro leggera all’ospedale unico fino alla questione Enel: le due città dovranno far fronte comune».

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1 Commento

  1. Giovanni Marasco

    gli IGNORANTI sono contenti perchè hanno la pancia sempre gonfia……

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