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Caos Rifiuti, il sindaco Papasso: «Altro che morosi, il comune di Cassano è virtuoso!»

Il sindaco cassanese smentisce i dati della Regione: «Abbiamo un debito dimostrato di soli 54mila euro». Intanto l’emergenza sembra essere sempre più un vaso di Pandora

cassano

il sindaco di Cassano Jonio, Gianni Papasso

L’emergenza rifiuti è un vaso di Pandora che nasconde omissioni, cose non dette e un mare di soldi che non si capisce ancora se siano reali o fittizi. Proprio avanti ieri scrivevamo di come il fondo vincolato della cassa Ato Cosenza, depositato presso la tesoreria della città capoluogo e nel quale versano le loro spettanze tutti i comuni della provincia, a dicembre 2019 fosse stato trovato dai commissari liquidatori del comune bruzio prosciugato e le risorse utilizzare per altro (leggi Emergenza rifiuti, il comune di Cosenza ha speso i fondi (vincolati) versati dai comuni dell’Ato). Ieri, invece, scrivevamo dei debiti che i comuni dell’Aro della Sibaritide hanno contratto con la regione Calabria per il conferimento e lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani (leggi L’Aro della Sibaritide ha un debito di quasi 30 milioni: i dati comune per comune).

Insomma, si sta cercando di ricostruire un puzzle complicato per capire, alla fine, perché ormai a cadenza periodica le strade (e anche le case) del territorio della provincia si riempiono di spazzatura nonostante i cittadini paghino una tassa rifiuti la cui aliquota (in media) è tra le più alte d’Europa.

Certo un debito pesante, di 30 milioni di euro per soli 34 comuni calabresi, pesa come un macigno su tutto il sistema. E i dati contabili che abbiamo riportato ieri vengono diritti dal Dipartimento Ambiente della Regione Calabria, dove – a detta di qualche sindaco – emergerebbero verità distorte. È il caso di Cassano Jonio, il comune che sulla carta è il più moroso dell’intera Aro della Sibaritide che con un debito “scritto” di oltre 6 milioni di euro e con un livello di differenziata (sempre per quanto riportato dalla Regione) che si ferma a poco più del 7% (dati 2018).

Ed è proprio il primo cittadino cassanese, Gianni Papasso, a denunciare attraverso la sua pagina social l’infondatezza di quei dati: «Il debito del Comune di Cassano con la Regione è falso!» scive. «Ed è falso anche che la raccolta differenziata raggiungerebbe il 7,3%». Papasso, che in quanto a rifiuti ne ha viste di cotte e di crude essendo il suo comune sede di una delle più grandi ed importanti discariche della Calabria (quella di località La Silva) cerca di fare chiarezza rispetto ai dati ufficiali della Regione.

«A seguito della pubblicazione dei dati, avvenuta mesi addietro e imprudentemente rilanciati in queste ore – spiega il sindaco di Cassano Jonio – l’Amministrazione comunale ha preso contatti con la Regione Calabria e dal confronto degli atti: pagamenti e compensazioni, il dato si è quasi azzerato».

E dai conti fatti nell’ufficio contabile della cittadina delle terme emergerebbe un’altra verità: che il Comune di Cassano avrebbe un debito di soli 54mila euro nei confronti della Regione («meno dell’1% della cifra pubblicata con il report della regione»). «Ma anche questo dato – incalza Papasso – viene contestato dal comune». La Regione, infatti, non ha applicato correttamente le deliberazioni della giunta regionale riguardante le royalties spettanti proprio al Comune di Cassano per essere comune sede di discaica. E a riguardo il sindaco ha inviato formale richiesta di adeguamento e di corretta applicazione delle stesse.

C’è però un’altra verità, che fa emergere sempre lo stesso primo cittadino. «Se ci si vuole riferire anche ai provvedimenti adottati dalla giunta regionale (Oliverio), per il recupero degli aumenti tariffari relativi agli anni 2016 e 2017 – spiega – il comune di Cassano avrebbe un debito complessivo di circa 900 mila euro». Insomma è tutta una questione di interpretazione.

Intanto, proprio per cercare di risalire alla mole del debito, in queste settimane ci sono stati confronti tra il sindaco e funzionari comunali con i responsabili della regione per arrivare, come hanno già fatto diversi comuni calabresi, ad un piano di ammortamento decennale.

Tra l’altro un altro piano di rientro era stato sottoscritto nel 2015 proprio dal sindaco Gianni Papasso per la somma di circa 500 mila euro e riguardava sempre oneri per aumenti tariffari. «Da quella data – dice il primo cittadino – l’ufficio di ragioneria emette regolarmente ed automaticamente i relativi mandati di pagamento… Mentre per l’anno 2019 (11 mesi di gestione della commissione straordinaria) ci sono in corso confronti tra gli organi comunali e l’ Ato, per compensare le spese per il conferimento dei rifiuti con i lavori di gestione della discarica di contrada Silva, che sono stati eseguiti interamente a carico del bilancio del comune di Cassano All’Ionio».

Infine, la differenziata. «Il dato veritiero riguardante la percentuale della raccolta differenziata è del 51,43% al 31.12.2019 e di circa il 65% a fine giugno 2020. Pertanto, Cassano All’Ionio non è assolutamente da considerare comune “indisciplinato” ma è da contemplare, senza ombra di dubbio, quale comune virtuoso».


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