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Candidati calati dall’alto e litigiosità locale: solita storia…

EDITORIALE DI MATTEO LAURIA

Progetto Nuovo Ospedale
Enel

È un momento difficile per la politica locale. Il disordine impera. Ogni argomento, in questa fase, rischia di essere strumentalizzato perché prossimi alle elezioni. Nelle campagne elettorali d’altronde la politica punta sulle idee, ma spesso per i cittadini contano i fatti. Manca poco più di un mese al rinnovo del Parlamento e tra qualche giorno scade il termine per la presentazione delle candidature. Due sono gli elementi che sarebbe stato necessario evitare: candidati calati dall’alto e frammentazione in ambito locale. E, come di solito avviene, è accaduto sia l’uno sia l’altro. L’eccessiva litigiosità continua a giocare brutti scherzi, specie nei partiti tradizionali. Manca a queste latitudini l’abilità di mettere da parte i personalismi e, per l’interesse del Paese, organizzarsi in modo tale da eleggere parlamentari sicuri, dopo una lunga vacatio durata anni. Personalità forti, dinamiche, astute e, laddove il caso lo richieda, capaci di trasformarsi in trascinatori di iniziativa anche di protesta nell’interesse delle comunità. Quello che, ad esempio, è mancato per la vicenda del tribunale di Rossano.

Una storia assurda quella del presidio giudiziario, sulla cui chiusura è diffusa una strisciante sensazione di ingiustizia, mai colmata. A nulla sono valse le forme di mobilitazione del Gruppo d’Azione per la Verità i cui componenti hanno coinvolto tutte le massime cariche dello Stato al fine di chiedere chiarezza e trasparenza su un provvedimento che grida giustizia. Chiuso un tribunale importante sullo jonio mal collegato con il tribunale accorpante, a beneficio di centri minori come Paola e Castrovillari. Una stortura verso la quale tutti tacciono circa le motivazioni. E a fronte di uno Stato omertoso, la reazione è debole. Tacciono persino coloro i quali si spacciano per moralisti. La cosiddetta “grande stampa” si è rivelata totalmente sorda, nonostante la presenza di giornalisti del posto in testate che contano.  Sindaci e apparati associativi quasi da trascinare in una vicenda in cui evidentemente non credono più di tanto. Siamo monchi, in sostanza, di materiale umano, di uomini e donne intraprendenti, che credono nei veri valori della vita, nel senso della giustizia. Persino nella campagna elettorale in atto non appare, se non a tratti, la parola “tribunale di Rossano”, non tanto in termini di riapertura quanto per il malcostume che si cela dietro.

 ELETTI DEL POSTO E FUSIONE, DUE SPERANZE

 Due le future speranze: l’elezione di una buona rappresentanza parlamentare del territorio e la costituzione della prima città della provincia di Cosenza (Corigliano/Rossano). Quella del ‪30 gennaio prossimo sarà una data storica per il territorio e per la nostra regione: il Consiglio regionale sarà chiamato ad approvare la legge che formalizzerà tale straordinario progetto. L’auspicio e l’augurio è che si possa aprire una nuova era in grado di fronteggiare la grave crisi che attraversa il territorio e la diffusa povertà. Sono questi i temi su cui soffermarsi, oltre al dramma della pessima sanità. Negli ambienti decisori locali si rinviene scarso entusiasmo per la nascita della terza città della Calabria. Dovremmo già essere a lavoro su come disegnarla, come creare prospettive serie di lavoro, la tipologia degli investimenti nelle aree maggiormente vocate. E invece si chiede tempo per armonizzare bilanci e macchina comunale. Manca quella capacità di far sognare soprattutto i giovani e i tanti padri di famiglia angosciati perché senza lavoro, oppure,  per chi un lavoro ce l’ha la demoralizzazione per l’assenza di un futuro per i propri figli.

 GLI EFFETTI DRAMMATICI DELLA CRISI

La cronaca, purtroppo, ci restituisce il tutto con un’amara realtà: crescono i fenomeni degenerativi come i casi di parricidio, di padri che sparano ai figli, di suicidi le cui cause si tengono per ovvie ragioni nascoste, di uso smodato di sostanze stupefacenti, di stati depressivi le cui vittime sono tante ma invisibili. Per non parlare dell’aumento di rapine e furti che vede come bersagli prescelti gli indifesi anziani. Tutto questo o si fa finta di non vedere o non si ha la capacità di trovare misure programmatiche adeguate. Siamo in una società in cui il denaro e l’interesse personale sono a capo di tutto, purtroppo! E senza non si creano né posti di lavoro né prospettive.

 PROPOSTI, PROGRAMMI E PROGETTI

Le opportunità ci sono e sono tante. La questione della centrale Enel, luogo strategico per le due città sul cui destino possono ruotare migliaia di posti di lavoro se si avrà l’intuito di guardare a quell’area in chiave turistico/ricettiva. Aprire un confronto con le forze economiche del territorio, concreto, unitamente ad associazioni di categoria ed organizzazioni sindacali al fine di mettere a fuoco e in tempi rapidi e certi proposte progettuali per il rilancio dell’intera area, combattendo le forme di “conservatorismo” in capo a facoltosi proprietari terrieri (come afferma il sindaco di Rossano) esistente nelle nostre aree. Alla classe dirigente del territorio il compito di pianificare, di produrre idee, di realizzare programmi (che non sia il solito libro dei sogni), altrimenti poi si verifica quel che è già accaduto in passato: progetti calati dall’alto! La realizzazione del nuovo ospedale ad Insiti, i cui lavori (primo stralcio) saranno consegnati domani. Immaginiamo la mole di posti di lavoro in cantiere e l’indotto.

Oltre a sperare in una sanità nuova e diversa si darebbe spazio a quell’indotto necessario a rivitalizzare l’economia. Considerato infine, l’atteggiamento rinunziatario di Trenitalia sulla costa jonica, a parte l’obbligatoria messa in sicurezza della tratta che nessun beneficio ha portato alla mobilità su rotaia, perché non dare attuazione alla realizzazione di un’autostazione moderna e innovativa, così come è stato fatto a Sibari nei mesi scorsi? Un progetto che esiste da oltre un ventennio nei cassetti del Comune di Rossano ma mai rispolverato. Anche qui, quanta economia potrebbe smuovere?

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