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Calabria rischia commissariamento idrico

calabriaEvitare il rischio del commissariamento delle Regione Calabria in merito al sistema idrico. L’Autorità nazionale per l’energia elettrica, gas e sistema idrico ha presentato alle Camere la relazione semestrale. E c’è un punto particolarmente importante che riguarda la nostra regione. «Laddove dovessero evidenziarsi ulteriori elementi di criticità l’Autorità ne informerà i soggetti preposti. Anche al fine dell’esercizio degli eventuali poteri sostitutivi (commissariamento)».
«In Calabria, pur essendo stata tra le prime a legiferare per la costituzione di un Ato unico regionale – a distanza di 6 anni dalla norma regionale, il 74% degli enti locali (304 su un totale di 409) risulta non aver formalizzato la relativa adesione. Tra cui Catanzaro, Cosenza, Crotone, Lamezia Terme.

CALABRIA, CORNICE GENERALE DI IMMOBILISMO

Al riguardo si segnala che il soggetto competente non ha fornito informazioni utili a circostanziare le motivazioni della situazione riportata. E non ha indicato provvedimenti, adottati ovvero in fase di adozione, destinati a superare l’inerzia».
Le risultanze appena esposte, peraltro, suggeriscono l’opportunità di segnalare le criticità tuttora riscontrabili nella Regione Calabria. Nella quale il processo di riordino delle competenze e di partecipazione degli enti locali all’ente di governo dell’ambito appare riscontrabile in aree limitate del territorio regionale. A fronte di una cornice generale che sembra improntata a un sostanziale immobilismo».

CALABRIA, GUCCIONE: PAROLE GRAVI DELL’AUTORITA’ PER IL SISTEMA IDRICO

«Inerzia, criticità, immobilismo – afferma Carlo Guccione, consigliere regionale del Partito democratico – sono parole gravi pronunciate da parte dell’Autorità nazionale per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico. Queste precisazioni sono il preludio per un ennesimo commissariamento della Regione Calabria che, con delibera n. 183 del 2015, stabilisce che le funzioni di un ente di governo dell’ambito idrico continuino ad essere attribuite alla Regione Calabria stessa in attesa dell’approvazione di una legge regionale di merito per questo settore».
«Prevenire – commenta Carlo Guccione – è meglio che curare. Occorre evitare di sprecare energie per battersi affinché si esca dai commissariamenti che governano la nostra Regione. È necessario mettere in atto, assumendo le dovute responsabilità, tutte le adeguate iniziative istituzionali per impedire che, da qui a breve, si assista a un prossimo commissariamento, in questo caso nel settore dell’acqua».

Fonte: Corriere della Calabria

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