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Calabria jonica senza treni, le associazioni scrivono al ministro Lezzi

Rilanciata l’idea dell’Intercity notte. La proposta congiunta con “Rotaie in Puglia” per realizzare l’itinerario della Magna Grecia

treniLa Calabria jonica e la chimera della “lunga percorrenza”. Finita l’epoca del Crotone-Milano, il treno che ha accompagnato migliaia di calabresi al nord, per la sempre più emarginata area jonica – per una veduta miope delle amministrazioni regionali che si sono susseguite negli ultimi trent’anni – stavolta potrebbe godere di qualche buona notizia nell’ambito della mobilità ferroviaria connessa da strada ferrata di emanueliana memoria. Grazie a quell’associazionismo che con vigore si sta facendo sentire ai “piani alti”.
Nelle scorse settimane in un’intervista (qui), il presidente dell’associazione Ferrovie in Calabria, Roberto Galati, aveva annunciato una comunicazione al ministro per il Sud, Barbara Lezzi, scritta a quattro mani con Luigi Mighali, presidente dell’associazione “Rotaie di Puglia”.

La missiva è finalmente partita. Una lettera con la quale si chiede la reintroduzione degli Intercity e Intercity notte da Reggio a Milano via jonica – e quindi via Locride, Catanzaro, Crotone, Corigliano Rossano e la Sibaritide, Metapontino, Taranto, Bari e Bologna – con la possibilità di istituire un collegamento per Brindisi e Legge (da Taranto), tale da realizzare l’auspicato “itinerario della Magna Grecia”. Mighali e Galati rammentano subito al ministro la «gravissima problematica di mobilità ferroviaria» jonica, ovvero l’assenza totale di treni a lunga percorrenza che, invece, risulterebbero di «fondamentale importanza per dei territori, purtroppo, tra i più economicamente depressi d’Italia». Tratte, ricordano ancora, soppresse definitivamente nel 2011 quando il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha tagliato di netto i cosiddetti “servizi universali” gestiti da Trenitalia, ovvero i treni Intercity ed Intercity Notte.

INTERCITY NOTTE, IL RITORNO DI UN FONDAMENTALE SERVIZIO CERNIERA TRA 3 REGIONI DEL SUD

«Solo nel giugno 2013 – ricostruiscono ancora – dopo anni di battaglie da parte di associazioni, forze politiche e singoli cittadini, a percorrere l’intero itinerario ferroviario jonico è tornato un collegamento Intercity tra Reggio Calabria Centrale e Taranto che in realtà doveva nascere come treno-notte da/per Milano Centrale, ma nei due precedenti anni di assenza di questo servizio, specifiche normative di sicurezza avevano vietato la circolazione dei locomotori diesel utilizzati lunga la ferrovia Jonica, con al seguito le specifiche carrozze viaggiatori per treni notte e treni Intercity. Ci sono voluti ben cinque anni per risolvere tale gravissima problematica, e dall’1 ottobre 2018, finalmente, tra Reggio Calabria Centrale e Taranto i treni Intercity, viaggiano con carrozze idonee e non più con vetture del trasporto regionale o peggio ancora – come spesso accadeva – con inadeguate “littorine” degli anni 70».

“Nuove” vetture che, quindi, possono essere agganciate a Taranto alle vetture dell’Intercity 562/559 Reggio – Taranto via Jonica, all’InterCity Notte Lecce-Taranto-Milano Centrale, posto da orario in coincidenza al convoglio proveniente dalla Calabria. Tutto «a costo zero» perché si tratterebbe di semplici «agganci» di carrozze.
«Ovviamente – spiegano ancora nella lettera, Galati e Mighali – la stessa operazione, al contrario, andrebbe effettuata in direzione nord-sud, con sgancio a Taranto delle vetture per Reggio Calabria Centrale, e prosecuzione rispettivamente verso Lecce e verso la Calabria delle due sezioni del convoglio notturno da Milano. Di fatto si tratterebbe di unire a Taranto due treni che già ci sono». In sostanza il treno Intercity Notte Reggio Calabria Centrale-Milano Centrale via Jonica «rappresenterebbe il ritorno di un fondamentale servizio “cerniera” tra ben tre Regioni del Sud, quattro se consideriamo la Sicilia, che sarebbe raggiungibile tramite gli esistenti servizi di navigazione veloce tra Messina e Reggio Calabria».

TRENI, UNA SPERANZA DI UN DIRITTO QUAL E’ LA MOBILITA’

Nell’esprimere anche alcune considerazioni al ministro lezzi, i due presidenti delle associazioni sottolineano come la proposta – rilanciata anche da associazioni e comitati come “Associazione Basta Vittime sulla SS 106”, “Comitato Cittadino Aeroporto di Crotone”, “Italia Nostra Crotone – sia ormai una «necessità per i cittadini jonici non più rinviabile».
«Superfluo sottolineare quali enormi benefici avrebbero i territori, anche e soprattutto relativamente all’economia turistica. Un treno diretto tra Reggio Calabria Centrale e Lecce, metterebbe in connessione aree ad altissima vocazione turistica pugliesi come il Salento, con quelle calabresi della fascia jonica, dalla Sibaritide, al Soveratese, alla Locride.

Sarebbe questa la definitiva realizzazione del “Treno della Magna Grecia”, ambizioso progetto che da alcuni anni l’Associazione Ferrovie in Calabria porta avanti assieme alla sezione crotonese dell’Associazione nazionale Italia Nostra, che alcuni mesi fa è stato fatto proprio anche dall’Assessorato alle Infrastrutture ed ai Trasporti della Regione Calabria».
Una speranza di un diritto qual è la mobilità, in più, insomma, ammesso che ai “piani alti” non trattino la faccenda come la proposta del Frecciargento Sibari-Roma.

Fonte: Corriere della Calabria


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