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Calabria cresce da tre anni. Ma rischia di spopolarsi

calabriaLa seconda Commissione consiliare della regione Calabria, ‘Bilancio, programmazione economica e attività produttive, affari dell’Ue e relazioni con l’estero’, presieduta dal consigliere Giuseppe Aieta, ha approvato a maggioranza la “Nota aggiuntiva del documento di economia e finanza della regione relativo agli anni 2019-2021”, deliberata dalla Giunta regionale.
«La Calabria nell’ultimo triennio (2015-2017), pur in presenza di un deficit strutturale con le regioni del nord e di una preoccupante condizione occupazionale, in particolare giovanile e femminile – si afferma nella nota – ha registrato un’inversione di tendenza rispetto ai dati negativi del periodo precedente.

I più recenti dati sull’economia calabrese del 2017, infatti, dimostrano che la Calabria è tornata a crescere ad un ritmo superiore ad ogni altra regione del Mezzogiorno ed assai vicino a quello delle regioni del Nord-Ovest. Nel 2017 il Pil della Calabria è aumentato del 2,0%, il risultato migliore di ogni altra regione del Sud e in linea con le regioni più dinamiche del Nord-Ovest. Negli ultimi tre anni, caratterizzati da una crescita ininterrotta del prodotto, la Regione ha recuperato oltre quattro punti percentuali dei quattordici persi nel settennio di crisi 2008-2014. Il trend positivo dell’economia calabrese, registrato nel 2016, trova conferma nel 2017, in particolare in settori come l’agricoltura (+6,5%), il settore delle costruzioni (+6,1), e le esportazioni (+12,9%).

I DATI

I dati presentati recentemente dall’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno (Svimez), che descrivono l’attuale andamento dell’economia, registrano confortanti progressi per il nostro territorio, anche in confronto al resto d’Italia:
1. si registra una crescita degli investimenti in tutti i settori dell’economia;
2. continuano a nascere più imprese di quante ne muoiono, con una crescita lievemente maggiore che nel Mezzogiorno e nel resto del paese;

3. l’Industria in senso stretto cresce per il secondo anno consecutivo dal +3,7% del 2016 al +4,6% del 2017, un risultato non eguagliato almeno a partire dal 2000;
4. l’occupazione nel 2017 e nel primo semestre 2018 è continuata a crescere, pur rimanendo a livelli molto distanti rispetto alle aree più sviluppate del paese;
si consolida per il terzo anno consecutivo, ed è confermata anche nei primi 6 mesi del 2018, la crescita della presenza sui mercati esteri dalla Calabria, a cui hanno concorso tutti quei settori che hanno il maggior peso nell’export della Regione. In sintesi, dall’esame dei dati economici, emerge una Calabria che oggi, malgrado i limiti strutturali che si sono storicamente accumulati nel tempo e fuori da qualunque processo di sviluppo, ha cominciato a camminare e ha creato le condizioni per iniziare a correre».

CALABRIA, RISCHIO SPOPOLAMENTO

«Si è assolutamente consapevoli del fatto che necessita del tempo per registrare grandezze simili alle regioni più sviluppate del Paese. E che il livello di disoccupazione, soprattutto giovanile e femminile, rimane ancora troppo elevato. Anche il sistema sanitario regionale, purtroppo, continua a presentare criticità gravi. In tale direzione, appare urgente chiudere la fase della gestione commissariale. E quindi ricontrattare con il governo il Piano di rientro come condizione necessaria per realizzare anche qui l’inversione di tendenza, già concretizzata negli altri settori, in quanto solo una gestione diretta regionale può migliorare ed invertire tale tendenza. Inoltre, si deve prendere piena consapevolezza del calo demografico che si preannuncia ancora più devastante nei prossimi cinquant’anni.

I dati elaborati dall’Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno (Svimez) su base Istat sono crudi e da brividi: nel 2017 sono nati in Calabria 15.679 bambini, 357 in meno rispetto all’anno precedente. L’ammontare più basso mai raggiunto dalla Calabria in oltre 150 anni di storia unitaria; tutte le province calabresi hanno presentato un saldo migratorio interno negativo; il numero dei laureati che emigra è sempre crescente. Ciò porta inevitabilmente a un progressivo invecchiamento della popolazione. Se non si inverte questo trend, considerando anche lo scarso apporto delle immigrazioni straniere, la perdita di popolazione interesserà da qui al 2065 tutte le classi di età più giovani. Con una conseguente erosione della base della piramide; nonché un rigonfiamento al vertice che, di fatto, provocherebbe una sorta di rovesciamento della piramide stessa. Con la conseguente desertificazione di vaste aree interne della Regione».

IL DIRITTO ALLO STUDIO

«Per non compromettere seriamente la possibilità di un ordinato sviluppo delle funzioni economiche e sociali ed evitare generalizzati fenomeni di dissesto idrogeologico, indotti da tali squilibri, la regione deve necessariamente tornare ad essere la scelta dei nostri giovani per il futuro. La giunta ha già fatto sua questa scelta, di concerto con il Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca. Destinando al diritto allo studio universitario anche una quota di fondi Por 2014/2020. Ciò significa che la Regione punta due volte sul diritto allo studio negli atenei.

L’investimento regionale innesca, infatti, un meccanismo virtuoso ed un forte incremento; anche in rapporto alle risorse statali. Impegnerà nel futuro la politica calabrese e nazionale a tenere alto lo standard di servizi agli studenti. Per garantire l’accesso universitario a tutti coloro che desiderano formarsi e acquisire gli strumenti necessari a realizzare le proprie aspettative e, in definitiva, a beneficio di tutta la comunità. Perché formare i propri figli è uno dei più intelligenti investimenti che una società possa compiere, ricevendo risultati straordinari per il futuro della collettività».

LOGISTICA ED ECONOMIA

«L’attività della giunta regionale in questi anni di legislatura ha creato le condizioni per invertire la tendenza negativa. Ed ha aperto, in tutti i settori produttivi, una sfida che riguarda in modo strutturale sia il settore pubblico che quello privato, al fine di ribaltare e poi rafforzare il trend positivo in tutti i settori ed i territori della regione. Il Sistema economico ed il sistema territoriale fanno parte di una visione unitaria dello sviluppo regionale. La realtà territoriale e il sistema delle infrastrutture, dei trasporti e della logistica costituiscono infatti un riferimento decisivo per il sistema economico. I due sistemi, produttivo e infrastrutturale, sono strettamente interdipendenti.

Da una parte, per il radicamento delle attività industriali e di tutte le attività produttive è decisivo il recupero delle carenze infrastrutturali come nei servizi. In quanto i trasporti costituiscono l’elemento centrale per la crescita del valore aggiunto; con l’immissione di quantità potenzialmente imponenti di logistica territoriale. L’efficienza dei trasporti e la qualità della logistica territoriale divengono pilastri portanti per il radicamento e l’espansione del settore manifatturiero (es. metalmeccanico); nonché per l’espansione verso nuove prospettive dell’agroalimentare (poli regionali, polo nazionale e internazionale). D’altro canto, il sistema di trasporto regionale è condizionato dal tessuto produttivo esistente; che dipende sia dai processi di ristrutturazione e riconversione delle imprese attive; sia dalla costruzione di nuove attività imprenditoriali come anche dalla cessazione delle attività esistenti».

COMPLETARE IL POR

«Nel prossimo anno, l’ultimo dell’attuale legislatura, l’attività della Giunta è proiettata verso il completamento del programma regionale; nonché verso l’accelerazione della spesa delle risorse programmate, pianificate che sono state tradotte in progetti, molti dei quali in corso di attuazione. È questo il senso politico di “Cantiere Calabria”: il passaggio dalla programmazione alla spesa effettiva. La possibilità di immettere nell’economia e nella società calabrese risorse utili a rendere stabile lo sviluppo. Gli strumenti costruiti sono di grande portata strategica. Si veda il Por 2014- 2020, il Psr 2014-2020, il Patto per la Calabria, il Pac 2014-2020; e ancora gli accordi per lo sviluppo di Gioia Tauro e per il sistema stradale e ferroviario, il programma Calabria competitiva per le imprese industriali ed il processo di realizzazione della Zes.

Si tratta di tappe fondamentali nei processi della spesa regionale. Il 2019 sarà un anno decisivo sul fronte dell’accelerazione di “Cantiere Calabria”. Il monitoraggio attivato sulle grandi opere pubbliche e sui più importanti programmi di spesa è decisivo per completare il programma regionale. Tra i programmi realizzati o in corso ci sono opere di rilevanza strategica sbloccate o avviate negli ultimi anni. Come la diga del Menta a Reggio Calabria, il macrolotto nella Sibaritide, la realizzazione della nuova ferrovia ionica; e ancora le metro di Catanzaro e Cosenza, il programma Scuole sicure, il programma di investimenti sui borghi della Calabria.

GLI ALTRI PROVVEDIMENTI

Nel corso della seduta l’organismo ha inoltre approvato un provvedimento per interventi a sostegno degli aeroclub calabresi; una proposta di provvedimento amministrativo di iniziativa della Giunta regionale di modifica del Programma di sviluppo rurale (Feasr) 2014-2020; una proposta di legge per il riconoscimento della legittimità di debiti fuori bilancio; modifiche alla legge regionale che regola le relazioni tra la Regione Calabria e i calabresi nel mondo; la legge per la lavorazione, trasformazione e confezionamento dei prodotti agricoli primari di esclusiva provenienza aziendale da destinare alla vendita; la legge di istituzione dei Comitati consultivi di tutela dei cittadini sulla qualità dei servizi e delle prestazioni del Servizio sanitario nazionale, e un provvedimento legislativo per l’istituzione dell’Osservatorio Università-Mondo del lavoro.

Ai lavori della Commissione hanno contribuito i consiglieri Neri, Sculco, D’Acri, Mirabello, Orsomarso e Sergio. Erano presenti l’assessore al Bilancio Maria Teresa Fragomeni, il diretto del dipartimento Filippo De Cello e il sindaco revisore dei conti Francesco Malara.

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