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Il calabrese che portò l’uomo sulla Luna

Repubblica racconta la storia di Dario Antonucci. Nato nel 1924 a San Marco Argentano, progettò il sistema che controllava tutti i parametri di bordo della capsula

lunaSi moltiplicano i racconti (giornalistici e no) sui 50 anni dall’allunaggio. E, ce lo ricorda Repubblica, c’è anche una storia calabrese tra quelle degli uomini che resero possibile l’impresa. Una storia iniziata in una fattoria di San Marco Argentano, in provincia di Cosenza. È il luogo che ha dato i natali a Dario Antonucci, che oggi ha 95 anni e vive a Knoxville, in Tennessee. Intervistato dal quotidiano online, il tecnico – arrivato negli Stati Uniti nel 1937 – nel luglio del 1969 lavorava per Grumman Aerospace Corporation. Fu lui a progettare il sistema che misurava e controllava tutti i parametri di bordo sulla capsula che portò l’equipaggio sulla Luna. «Eravamo impegnati tutto il giorno – racconta a Repubblica -. Staccavamo alle due o alle tre di notte. Io vivevo poco distante dal laboratorio, mi chiamavano a tutte le ore e mi precipitavo lì».

IL SUO NOME RIMASTO LEGATO PER SEMPRE A UN’IMPRESA STRAORDINARIA

La mente di Antonucci va spesso alla sua casa nella valle dell’Esaro. All’infanzia difficile, con un padre già emigrato nel 1924, anno della sua nascita. I soldi erano pochi quando tornò per portare i propri figli in America, ma il padre Angelo poteva contare sulla cittadinanza che aveva già conquistato grazie agli anni di lavoro negli Stati Uniti. Dario iniziò facendo il giardiniere insieme al padre, ma intanto studiava: «Mi impegnai molto per imparare la lingua e recuperare tempo per arrivare al diploma». Grazie agli studi il suo nome è rimasto legato per sempre a un’impresa straordinaria.


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