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C5, l’Odissea 2000 in A2: e se i 4 club di Rossano si fondessero?

di MARTINA FORCINITI

Suidirigenza-odissea-2000 parquet bizantini, non ci siamo mai fatti mancare niente. A partire da quell’Odissea 2000 Rossano che dal 2007, tra un salto di categoria all’altro, ha galoppato veloce sulle fasce per ipotecare un sogno. Quello della Serie A2. Raggiunto, poi, con grandi, consistenti sacrifici economici da una società virtuosa. Indipendente. Che non ha mai chiesto aiuto a nessuno. Ma arriva l’annata 2012/2013: con una regular season chiusa in pompa magna, quella spallata playoff che significa la certezza matematica di fare il grande salto. E poi, in effetti, la Serie A2. Nel quale i nostri gialloblù continuano a navigare: una stagione vivace, quella appena conclusa, condita dalla partecipazione di un pubblico entusiasta, ed è super anticipo sulla salvezza intascata a due turni dalla fine. Certo, gli obiettivi erano altri. Lo ha dichiarato la dirigenza stessa (costituita da Luigi Marino, Diego Lapietra, Cataldo Speranza e Giovanni Aloe) al momento di tirare somme, comunque, esaltanti. E tra classifiche, campionati e bilanci da rispettare, qualcuno si chiede se la forza non la faccia, poi, davvero l’unione.
Chi di sport-business ne capisce, sa che allo stato attuale dei rendiconti e delle prospettive di mercato, una fusione tra le squadre di calcetto di casa nostra è una proposta da non sottovalutare. Se non altro, perché è competitiva. E perché offrirebbe condizioni economiche vantaggiose, che fanno bene a tutti. Che poi, è vero, si rischia di prendere a schiaffoni il romanticismo del calcio. E la fusione fredda di quattro formazioni in un’unica rosa (Odissea 2000 Rossano, La Sportiva Traforo, Real Rogit C5 e Rossano centro storico C5) almeno all’inizio potrebbe scricchiolare un po’. Ma in nome del dio pallone, credere nella stessa fede potrebbe partorire una super squadra. Con la quale avvicinare il calcio a 5 rossanese al top. Ed entrare nell’élite che amalgama il bel gioco a vittorie e trionfi. Un po’ proposta, un po’ provocazione. Dopotutto le fusioni – e noi ne sappiamo qualcosa – sono difficili. Anche nel pallone. Ma, in fin dei conti, a questi giovani imprenditori conviene navigare in solitaria? O forse ripagherebbe di più salpare tutti sulla stessa barca diretta verso la massima serie? Forse è davvero arrivato il momento di staccarsi dalle gonne del calcio minore. Per abbracciare, insieme, nuove aspirazioni, nuove piazze.
E chissà che Rossano non possa continuare ad innaffiare i propri sogni di grandeur sportiva.

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3 commenti

  1. Francesco Sapia

    sarebbe un grande gesto di esempio per altri settori in una terra in cui l’individualismo la fa da padrone

  2. Massimiliano Pitera

    Io la giusta fusione so riuscito a vederlo solo in dragonball.

  3. Massimiliano Pitera

    Io la giusta fusione so riuscito a vederlo solo in dragonball.

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