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«Bonus spesa e servizi scolastici, il comune deve dei chiarimenti»

Secondo Raffaele Vulcano, consigliere comunale di Corigliano Rossano per l’UDC: «Ci sono ancora 230mila euro non spesi per far fronte alle esigenze delle famiglie in difficoltà»

Emergenza Covid-19, sui bonus spesa e sulla reversibilità dei ticket mensa e scuolabus attendiamo ancora le decisioni dell’Amministrazione comunale. Al momento abbiamo contezza che il Comune di Corigliano-Rossano ha in cassa 230mila euro da destinare alle famiglie in stato di necessità che nel periodo di lockdown avrebbero avuto bisogno di acquistare beni di prima necessità. Allo stesso tempo ci sono altrettante famiglie che attendono di sapere quando gli uffici municipali provvederanno a rimborsare le quote già versate per consentire ai loro bambini di accedere ai servizi scolastici a chiamata diretta. Sono stati pianificati interventi? E se sì quali?

A porre queste domande all’indirizzo del sindaco Flavio Stasi è il consigliere comunale del gruppo Udc, Raffaele Vulcano.

«La fase di emergenza covid per fortuna è ormai alle spalle – dice Vulcano – resta il fatto evidente, però che i soldi per il bonus spesa non sono stati gestiti bene da chi doveva farlo. E quindi dal comune. Non si spiega, infatti, come, nonostante i richiami della prefettura, il Comune di Corigliano-Rossano che ha ricevuto dallo Stato un trasferimento di 717mila euro, uno dei più alti in Calabria, non sia riuscito a destinarli tutti. Nelle casse del municipio sono rimaste più del 30% delle somme che ora dovranno tornare indietro mentre tanta gente, in queste settimane di chiusura totale, ha bussato alla porta del Comune per avere un aiuto. Non stiamo dicendo che l’Amministrazione comunale non sia andata incontro ai bisogni della gente, saremmo ingenerosi a dire questo, ma solo che avrebbe potuto fare di più e non l’ha fatto. Altrimenti non si spiega come non ci sia stata la necessità di spendere i rimanenti 230mila euro. Soldi che, tra l’altro, non provenivano da fondi di bilancio (per i quali sarebbe stata anche comprensibile seppur non giustificata una razionalizzazione delle risorse) ma che sono state messe a disposizione dal Governo centrale in modo finalizzato. Attendiamo spiegazioni».

«Così come – aggiunge Vulcano – vorremmo sapere dal Sindaco e dall’Amministrazione comunale come intenderanno gestire la fase dei rimborsi per i servizi a chiamata di cui le famiglie non hanno usufruito. Il riferimento è al servizio mensa scolastica e al servizio scuolabus. Per queste due prestazioni garantire dal Comune molti genitori avevano già versato le quote a copertura dell’intero anno scolastico. Saranno rimborsati? Se sì, come? Qualcuno paventa in merito ad entrambi i servizi che l’Esecutivo starebbe ragionando su una soluzione che sarebbe quella di considerare queste somme come quota di anticipazione sulle spese del prossimo anno scolastico. Se così fosse, come si regoleranno con le famiglie che hanno figli che quest’anno transiteranno in altre scuole, per trasferimento o per passaggio in istituti dove non sono garantiti i servizi comunali? Sono istanze legittime alle quali attendiamo una risposta»


 

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