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Da Crimi a Di Maio, i vertici del M5S contro i dissidenti calabresi che non vogliono Zuccatelli

Sono ore caldissime all’interno del Movimento 5 Stelle per ciò che sta accadendo nelle ultime ore. I vertici spingono per lasciare Zuccatelli al suo posto

È una spaccatura profonda quella in atto nel Governo e, soprattutto, all’interno del Movimento 5 Stelle. Il motivo della diatriba nella maggioranza è da cercare sulla nomina del neo commissario alla sanità calabrese Giuseppe Zuccatelli. A finire nel mirino, apprende l’Adnkronos – e ripreso dal Corriere della Calabria – che ha visionato una chat interna alla squadra di governo 5 Stelle, è soprattutto la sottosegretaria al Mibact Anna Laura Orrico, che su Facebook ha preso pubblicamente le distanze dalla nomina di Zuccatelli, lamentando una scelta non all’altezza della sfida che attende la Calabria e schierandosi con gli eletti sul territorio.

Una fuga in avanti, la sua, che sarebbe stata sconsigliata da diversi colleghi di governo, da qui il malumore sfociato nella chat, e che ha visto condannare apertamente l’operato di Orrico da alcuni big dell’esecutivo e del Movimento, tra questi il capo politico Vito Crimi, nonché il capodelegazione 5 Stelle al governo Alfonso Bonafede e il ministro agli Esteri, già capo politico, Luigi Di Maio. Ma il malumore dei “governisti” M5S tocca anche gli eletti calabresi che, in una nota congiunta, hanno chiesto la revoca di Zuccatelli.

Viene infatti sottolineato da fonti M5S di governo come i parlamentari del territorio fossero stati coinvolti nella scelta del neo commissario. Nessun veto sul nome di Zuccatelli era stato posto, solo la richiesta di un tempo supplementare di riflessione prima di procedere con la nomina, poi accelerata dal precipitare degli eventi. Da qui, l’ira dei vertici M5S.


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