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A Bologna il rapporto calabrese sui siti a rischio per la salute

bolognaLa Calabria – e i suoi ricercatori – protagonisti a Bologna nel convegno “Ambiente e salute: un impegno comune per ridurre gli impatti sulla salute delle esposizioni ambientali”. Accade grazie al rapporto Istisan. Che analizza la casistica delle malattie tumorali in alcune aree della Calabria ritenute a rischio. Non è un rapporto conclusivo; tant’è che l’ultimo capitolo, si intitola proprio “Proposta di uno studio epidemiologico della popolazione residente nei siti contaminati della Regione Calabria”. Ma lancia un appello alla politica, quanto meno a collaborare. La monografia è costituita da 18 capitoli. Ed è nata dalla sinergia tra gli “attori” principali e cioè: OMS, ISS, ISPRA, Ministero dell’Ambiente e del Territorio e del Mare, AIRTum, ISPO, Dipartimento Tutela della Salute e delle Politiche Sanitarie – Regione Calabria, ARPACal, Registro tumori della provincia di Catanzaro.

BOLOGNA, ANALIZZATI ANCHE I CASI DI CASSANO E CERCHIARA

I capitoli centrali sono quelli dedicati a quattro “case-study”; (dove peraltro viene fatto un primo quadro dello stato di salute con dati prodotti da questo gruppo di lavoro). Sono stati scelti il Sin di Crotone – Cassano – Cerchiara (unico Sin presente in Calabria), le due aree ad “alto rischio ambientale” Lamezia Terme e Davoli (sono state scelte queste 2 tra le 18 aree ad “alto rischio ambientale” presenti in Calabria perché ricadono nella provincia dove è presente il registro tumori, appunto quello di Catanzaro) ed infine sono state scelte due aree particolarmente attenzionate dalla Magistratura e dal mondo dell’associazionismo: la Valle dell’Oliva e le Serre Vibonesi (i comuni sono Fabrizia, Mongiana e Serra San Bruno). Se ne discuterà a Bologna, martedì e mercoledì. Con la Calabria protagonista grazie alla qualità dei propri lavori scientifici.

Fonte: Corriere della Calabria

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