Home / Territorio / Amendolara / Bollette Enel salate, Alto Jonio in rivolta

Bollette Enel salate, Alto Jonio in rivolta

antonello-ciminelli-2Al sole di questa tiepida estate, per i cittadini calabri era quasi impossibile ustionarsi la pelle.
Eppure, in molti sono rimasti “scottati” e non di certo per incaute esposizioni pomeridiane.
Tanto per cambiare, i problemi nascono da una legge nazionale più che ingiusta, istitutiva del cosiddetto “regime di tutela e di salvaguardia” nell’ambito dei rapporti contrattuali tra gli enti locali e l’Enel Spa.
Come nella migliore tradizione delle guerre tra poveri, i comuni morosi del sud si ritroveranno a pagare più del doppio rispetto a quelli del nord, a parità di condizioni.
Antonello Ciminelli, sindaco di Amendolara, farà il buon ufficiale generale guidando i comuni dell’Alto Jonio nella battaglia per l’abrogazione della legge e, restando in tema di “esposizioni”, ci tiene a essere chiaro fino in fondo.
«Qui non si tratta più di quantificare la nostra esposizione morosa nei confronti di Enel – ci spiega – ma di capire perché siamo costretti a pagare di più rispetto ai nostri fratelli del nord. Non possiamo subire questa imposizione o, meglio, questo vero e proprio “furto autorizzato” solo perché si vogliono favorire gli interessi di qualcuno.
Questo indebitamento va a incidere inevitabilmente sui bilanci di una regione, la Calabria, che pur essendo la più povera d’Italia si ritroverà a pagare una cifra 2 volte maggiore rispetto a quella dovuta dai comuni del settentrione».
Correre ai ripari, per mettere una toppa all’ennesima prepotenza che si sta consumando sotto gli occhi increduli dei calabresi, era quasi inevitabile. L’assemblea pubblica, convocata da Antonello Ciminelli e svoltasi lo scorso ventotto agosto nella sala consiliare del Paese della Secca, è un primo passo per rimediare a quegli errori altrui che rischiano di mettere in ginocchio i bilanci comunali.
«Il convegno è stato oltremodo proficuo. Anche gli altri comuni presenti all’incontro hanno riscontrato di essere in regime di salvaguardia e di pagare effettivamente quasi il doppio rispetto ai comuni del nord. Quella che, quindi, poteva apparire inizialmente come la “presunta” esistenza di una norma pericolosa per i bilanci, è stata in effetti riconosciuta unanimemente.
Abbiamo preso l’impegno – continua il primo cittadino – a vederci di qui a brevissimo per fare proposte concrete e riuscire a sollecitare non solo la Regione, ma anche le deputazioni nazionali perché abroghino questa legge, che concretizza una disparità intollerabile. Non mi aspettavo, in verità, una partecipazione così attiva.
Fra gli altri, hanno presenziato non solo i sindaci di ben dieci comuni jonici, ma anche il consigliere regionale Gallo e lo scrittore Pino Aprile, che da subito ha preso a cuore la nostra causa.
Tutti si daranno da fare per cancellare questa vergogna. Speriamo, perciò, di registrare sensibili passi avanti in tempi brevi».

Commenta

commenti

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*