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Bevacqua: un Sì al futuro e la necessità di un impegno comune

bevacquaAll’indomani della schiacciante vittoria del sì alla fusione Corigliano-Rossano nel contesto del referendum consultivo che ha coinvolto le due cittadinanze, il consigliere regionale Mimmo Bevacqua parla di “Sì al futuro e al desiderio di scrivere una nuova pagina per un’area che ha tutte le potenzialità per ambire al ruolo da protagonista che le spetta. Ben prima dell’avvio ufficiale dell’iter ho manifestato il mio assenso alla fusione. Frequentando assiduamente il territorio, ho sensibilizzato sul tema i tanti amici presenti. Anche organizzando iniziative capaci di offrire occasioni di discussione e di approfondimento. Affinché le comunità interessate potessero recarsi alle urne con la piena consapevolezza dell’opportunità rappresentata dalla consultazione referendaria. Nell’incontro pubblico tenutosi a Corigliano con Viscomi, percepii chiaramente che le condizioni stavano volgendo al meglio. Lessi negli occhi dei tantissimi amici presenti la determinazione a mettersi in gioco per accettare la sfida.

BEVACQUA: OGGI NON CI SONO VINTI

In molti, in queste ore si affannano a mettere il cappello sulla vittoria: non è il mio caso. Il merito del risultato è esclusivamente di tutti quei rossanesi e coriglianesi che, con il loro voto, hanno espresso la volontà di scommettere su sé stessi. A noi, classe dirigente, spetta, invece, il dovere di contribuire a non deludere le attese. Di porre in essere una politica lungimirante; capace di un rilancio complessivo e organico dell’intera area ionica. Non è stato raggiunto il traguardo: la partita è appena iniziata. E questa partita si dovrà giocare, innanzi tutto, rivolgendosi ai tanti che, per diversi e legittimi motivi, hanno disertato i seggi. La città unica avrà bisogno di un impegno unitario e non potrà esprimere le sue potenzialità senza una comunità convinta e coesa.

Oggi non ci sono vinti: ci sono, piuttosto, persone che evidentemente non abbiamo saputo coinvolgere e del cui apporto non si può pensare di fare a meno. Non saranno i vantaggi fiscali e finanziari – conclude Bevacqua – a decidere della buona riuscita della fusione: la fusione manifesterà le sue autentiche ragioni se saprà produrre servizi migliori per i cittadini e prefigurare l’avvento di quella grande urbe della Sibaritide che, per dimensioni, rappresenterebbe la settima città del Mezzogiorno. Ci siamo spesi per una giusta battaglia: ora, in nome della concretezza, dobbiamo continuare più convinti di prima”.

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