Home / Breaking News / Bevacqua: fermiamo lo scempio del secessionismo mascherato

Bevacqua: fermiamo lo scempio del secessionismo mascherato

bevacqua“Premesso che non si tratta di una mera questione di partito, ma è da intendersi come una sacrosanta battaglia di civiltà, noi, però, vogliamo, pretendiamo, di sapere quale sarà la bussola del nostro partito su questa materia e, pertanto, non possiamo fare a meno di chiedere a ciascuno di voi, che alla guida di questo partito vi candidate”. È questa la domanda che il consigliere regionale Mimmo Bevacqua ha voluto porre ai candidati alla segreteria Pd. “Anche a nome dei consiglieri regionali di Calabria, Molise, Puglia, Campania e Basilicata che hanno partecipato al secondo sul regionalismo differenziato”. Al termine della riunione, Bevacqua aveva dichiarato: “Partiamo da Cosenza per arrivare a Roma e fermare lo scempio. La grandissima partecipazione di oggi e le rappresentanze intervenute dei consigli regionali di Calabria, Molise, Puglia, Campania e Basilicata ci deve spronare a unire le forze in maniera istituzionalmente coerente e congrua”.

Così il consigliere regionale Mimmo Bevacqua, aprendo il secondo incontro organizzato da Zonadem sul regionalismo differenziato. “Com’è emerso da tutti gli interventi – afferma Bevacqua – l’approssimarsi dell’accordo fra il Governo e Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna rischia seriamente di risultare un colpo mortale per l’unità nazionale: agganciare la ripartizione delle risorse esclusivamente al gettito dei rispettivi territori, significa semplicemente cancellare ogni forma di perequazione e di solidarietà fra le diverse aree del Paese, tradendo palesemente lo spirito della riforma del 2001 e delle successive norme delega e, soprattutto, lo spirito stesso della nostra Costituzione. Il nostro è un atteggiamento sfidante e propositivo e non intendiamo muoverci sulla linea di un meridionalismo piagnone e recriminatorio.

BEVACQUA: VOGLIAMO CAPIRE SE ESISTE ANCORA UN PARTITO NAZIONALE

Siamo pronti a tutte le sfide istituzionali finalizzate a sostenere un regionalismo finalmente capace di approdare a un Paese più coeso e unitamente competitivo. La nostra asticella è puntata verso l’alto e vuole eliminare le zavorre che frenano il Sud; non certo zavorrare le migliori performance del Nord. Proprio in questa direzione, è un nostro preciso dovere rompere il silenzio che sta accompagnando l’attuale tentativo di secessionismo mascherato. E lo faremo attraverso tre azioni diverse e convergenti. Innanzi tutto, in quanto consiglieri appartenenti al PD, firmeremo una richiesta comune rivolta ai competitori per la segreteria nazionale affinché si esprimano in maniera chiara sulla questione. Vogliamo capire se esiste ancora un partito nazionale, oppure se dobbiamo pensare a un partito federato; e non intendiamo fare sconti su una tematica così vitale.

In secondo luogo, presenteremo apposito atto comune di indirizzo nei rispettivi consigli regionali, per saldare l’intesa e l’azione unitaria delle Regioni meridionali. In terzo luogo, attraverso la convergenza dei soggetti preposti al raccordo delle Regioni, richiederemo un incontro con il Presidente della Repubblica; nella sua qualità di supremo garante dell’unità nazionale”. Per Bevacqua “alla base della nostra azione c’è il costituzionale compito della Repubblica di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale per garantire l’eguaglianza sostanziale dei cittadini, in qualunque Regione risiedano; unitamente alla precisa disposizione che impone un fondo perequativo, senza vincoli di destinazione, per i territori con minore capacità fiscale per abitante”.

GLI INTERVENTI

Durante l’incontro, coordinato per Zonadem dall’avv. Titti Scorza, dopo i saluti istituzionali del presidente della Provincia Franco Iacucci e del consigliere provinciale Francesco Gervasi, oltre ai documenti inviati dai presidenti delle assemblee regionali di Puglia e Basilicata, nonché dai consiglieri Fabiano Amati, Giuseppe Giudiceandrea e Sebi Romeo, sono intervenuti i consiglieri regionali Vittorio Facciolla e Micaela Fanelli (Molise), Francesco Emilio Borrelli e Alfonso Longobardi (Campania), e i calabresi Franco Sergio e Carlo Guccione. Ha concluso i lavori il presidente del consiglio regionale della Calabria Nicola Irto.


Commenta

commenti