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Bevacqua: “Proteggere a valorizzare il Parco Archeologico di Sibari”

“L’inserimento del Parco archeologico di Sibari fra i sette siti culturali più in pericolo d’Europa è l’ennesima conferma che gli allarmi che lanciati a più riprese sono rimasti sostanzialmente inascoltati: invece di proteggerle e valorizzarle, le vestigia che rappresentano quasi tremila anni di storia continuano a finire ciclicamente sott’acqua”. È quanto dichiara il consigliere regionale Mimmo Bevacqua, il quale così prosegue: “Pareva che, dopo il disastroso alluvione del 2013, si fosse posto mano in maniera risolutiva, ma i ricorrenti allagamenti non cessano e mancano i fondi anche per la gestione ordinaria. Nel luglio dello scorso, durante un incontro tenutosi preso il polo museale della Sibaritide e nel quale ero presente, era stata illustrata a chiare lettere la situazione: oggi leggo costernato dell’inchiesta sulle spese per le malfunzionanti trincee drenanti, così come apprendo che mancano i soldi anche per il semplice taglio dell’erba. Abbiamo di fronte un patrimonio unico e straordinario, carico di immense potenzialità che, se adeguatamente valorizzate, potrebbero mutarsi in attuali fattori di crescita e di sviluppo per l’intera Calabria. Siamo in possesso di un indubitabile punto di forza e non facciamo altro che aggravarne le debolezze. Mancano persino collegamenti infrastrutturali decenti per raggiungere il sito”. “A questo punto – conclude Bevacqua – oltre a un impiego oculato e mirato delle giuste risorse, bisogna coinvolgere gli attori territoriali e le comunità direttamente interessate: la Sybaris magnogreca deve diventare un valore comune da curare e mettere in rete con la società: dobbiamo riacquisirne l’orgoglio di appartenenza, dobbiamo sentircene tutti custodi”.   ​

 

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