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Bevacqua: Chi non vuole lo sblocco del Canale degli Stombi?

bevacquaCanale degli Stombi, lo stallo permane. Aspre le critiche da parte del consigliere regionale Mimmo Bevacqua. “Non è accettabile che, dopo tre interventi finanziari e normativi della Regione, la navigabilità del Canale degli Stombi continui a restare impedita. Con un mio emendamento alla legge finanziaria, abbiamo destinato 130 mila euro nel 2015; attraverso un altro mio emendamento, abbiamo provveduto per altri 120 mila euro nel 2016; con la legge regionale 32 del 2018, a firma mia e del collega Gallo, abbiamo fissato normativamente la navigabilità del Canale; garantendo un contributo regionale annuale per consentire il mantenimento in perfetta efficienza degli strumenti (draga, pontone, escavatore, ecc.) già acquisiti e il loro utilizzo. Ci tengo a sottolineare che, nella precedente legislatura, un testo simile era stato bloccato in Commissione Ambiente.

Quella stessa Commissione che adesso, sotto la mia presidenza, è riuscita a completare l’iter e a far approvare la legge in soli due mesi.  Eppure, l’Associazione “Vela Sì”, lamentando con piena ragione il perdurare dell’impossibilità di navigabilità del Canale e di accesso al porto dei laghi di Sibari, ha inviato una lettera di diffida ai Commissari straordinari del Comune di Cassano affinché, finalmente, abbiano la compiacenza di attivarsi. Davvero non riesco a capire perché la compagine commissariale continui a chiedere interlocuzioni con il dipartimento regionale, dopo che lo stesso ha fornito tutto il supporto di sua competenza: il tavolo tecnico regionale ha assolto le sue funzioni; i commissari hanno in mano tutti gli strumenti e le risorse per agire; ogni ulteriore atteggiamento dilatorio non è giustificabile.

BEVACQUA: IMPROVVISA INVERSIONE A U DELL’ASSOCIAZIONE LAGHI DI SIBARI

D’altronde, mi tocca registrare con un certo stupore anche l’improvvisa “inversione a U” attuata dall’Associazione Laghi di Sibari che, dopo avere sollecitato i mei interventi e averne apprezzato il merito, si è da qualche tempo stranamente eclissata, quasi a voler disconoscere il lavoro compiuto. Non oso pensare che si immagini di tornare agli interventi emergenziali che, dal 2006 al 2013, senza raggiungere alcun risultati apprezzabile, hanno dilapidato quasi un milione di euro. Qual è la finalità di un simile stallo? C’è qualcuno che non vuole accogliere la soluzione a portata di mano? E, se è così, perché? I dubbi restano e qualche cattivo pensiero si affaccia. A buon intenditor, poche parole…”

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