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Bevacqua: La storia dei consiglieri troppo timidi è una favola

bevacqua“Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e qui, nel PD calabrese, mi pare proprio che ci si rifiuta non solo di sentire, ma anche di vedere, di riflettere, di prendere atto, di ascoltare, di trarre le dovute conseguenze”. È quanto dichiara il consigliere regionale Bevacqua, il quale prosegue; “Impegni familiari mi impediranno di partecipare domani all’assemblea regionale del PD, ma la mia posizione l’ho già ampiamente resa pubblica e intendo ribadirla.

La corsa repentina verso il Congresso, prima ancora che sospetta, è irresponsabile: si vuole forse archiviare in fretta la disfatta elettorale come un mero incidente di percorso, mettere la polvere sotto il tappeto e continuare come se nulla sia accaduto? Perché, se così stanno le cose, se qualcuno dovesse pensare al congresso come alla solita stanca liturgia dei soliti noti quattro amici al bar che fanno analisi del voto fini a sé stesse e poi decidono le caselle, è fuori dal tempo e irriguardoso verso la realtà del risultato elettorale”.

BEVACQUA

“Umiltà e piena coscienza – continua Bevacqua – devono essere le parole d’ordine; ritengo corretto che domani l’assemblea prenda atto delle dimissioni del segretario regionale e affidi la gestione del percorso congressuale a una commissione di garanzia, che garantisca sul serio tutti e non i soliti quattro amici, i quali dovrebbero semplicemente provare a fare un sano passo indietro. Il partito nazionale, d’altronde, dovrà dimostrare di saper dare segnali forti e coraggiosi verso il Mezzogiorno: anche a Roma devono dire con chiarezza basta al notabilato, basta alla ricerca di consenso basato su un clientelismo misero. Si vuole o no che il PD abbia ancora un senso e una vita? E allora bisogna aprire, a cominciare dalla valorizzazione di gruppi dirigenti credibili, realmente capaci di interloquire con i bisogni e le esigenze delle comunità meridionali”.

PD CALABRESE

“Proprio in relazione a ciò – continua Bevacqua – i consiglieri regionali hanno il dovere di vincere le troppe timidezze del passato, pretendere più rispetto e coinvolgimento; conoscono e vivono quotidianamente i territori, ne sentono i disagi e le amarezze, non possono continuare a fungere solo da utile parafulmine. Né è accattabile e sostenibile l’immagine che vede i consiglieri regionali come incapaci o semplici esecutori di ordini. Una cosa è avere senso di responsabilità, di appartenenza a un progetto e di rispetto di ruoli e funzioni; questo però non vuol dire non avere lucidità e coraggio di ribadire, nelle sedi opportune, le preoccupazioni per i ritardi che riscontra nell’operato dell’esecutivo e l’amarezza per la mancata percezione del lavoro fin qui svolto”.

“Sono queste, e non altro – conclude Bevacqua – le tematiche emerse nella riunione di maggioranza; sono queste le preoccupazioni che ognuno di noi ha espresso con sincerità e senza infingimenti al presidente Oliverio. La comunione di intenti emersa mi lascia ben sperare sulle iniziative che metterà in campo il presidente Oliverio nei prossimi giorni; mi rifiuto di pensare che si possa perdere altro tempo”.​

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