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Beraldi, Alf Calabria: formazione e lavoro, cosa pensano di fare i candidati governatore della Calabria?

piccola imprenditoriaDi seguito la nota stampa del presidente dell’ALF, Francesco Beraldi. «Ad una settimana dal termine della campagna elettorale la nostra Associazione ALF Calabria, che raccoglie in un’unica sigla oltre 40 fra agenzie per il lavoro ed enti di formazione operanti in Calabria, ha deciso di rivolgersi pubblicamente ai quattro candidati alla carica di governatore per capire quali siano le reali intenzioni nei confronti di due settori che sono strategici per il territorio regionale.

Se non per sommi capi non abbiamo ravvisato finora alcun accenno o discorso di prospettiva sul ruolo della formazione regionale e delle agenzie per il lavoro; non sappiamo ad oggi cosa pensino i candidati di quanto si è fatto finora, dei bandi regionali in corso, delle risorse impiegate. Non sappiamo se i quattro candidati siano al corrente delle difficoltà che quotidianamente incontriamo nel portare avanti il nostro lavoro. Operare nella formazione vuol dire offrire una possibilità in più a chi cerca lavoro ma non ha le competenze necessarie. La nostra mission è quella di preparare al lavoro tutti coloro che ne hanno bisogno, di accrescerne il bagaglio di conoscenze e le capacità. I nostri utenti sono ragazzi che non hanno assolto all’obbligo scolastico, gente in cerca di prima occupazione o soggetti da riqualificare per un reinserimento nel mondo lavorativo. Ci occupiamo delle fasce più delicate della società, ma senza un supporto istituzionale adeguato molti nostri sforzi possono risultare vani.

Ci siamo dunque decisi a scrivere per chiedere ufficialmente ai candidati un impegno, concreto e non di circostanza, per il comparto formazione e lavoro. Un comparto fatto di agenzie che quotidianamente sfidano la burocrazia, i silenzi, i ritardi, le piattaforme non funzionanti pur di garantire ad un’utenza enorme la regolare attuazione delle politiche attive messe a disposizione. Agenzie che a volte si trovano a dover coprire costi e stipendi dei collaboratori perché i fondi arrivano in ritardo. Che si trovano a dover subire la frustrazione e la rabbia degli utenti a causa dei ritardi o dei black out degli uffici regionali.

Cosa pensate di fare? Come pensate di agevolare il nostro lavoro in una regione in cui la disoccupazione e la dispersione scolastica sono alle stelle? In che modo intendete operare al fine di potenziare il comparto? Aumenterete i fondi? Snellirete la burocrazia semplificando le procedure che vedono le graduatorie scorrere lentamente, per mesi se non anni? Aspettiamo una risposta, insieme ai nostri dipendenti e a tutta l’utenza che vede nel nostro lavoro una possibilità di formarsi o di trovare lavoro in una terra che pian piano si sta svuotando».


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