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Beni culturali,incontro a Corigliano sulle nuove testimonianze archeologiche artistiche bizantine

DI SAMANTHA TARANTINO

beni culturaliBENI CULTURALIIl nostro territorio ha necessità di essere riscoperto, valorizzato, amato. I beni culturali rappresentano un valore inestimabile per tutte le popolazione della Sibaritide e della calabria settentrionale. Influenze e contaminazioni nei secoli hanno caratterizzato le numerose testimonianze artistiche, archeologiche dell’intera Sibaritide.Oggi si sente ed urge la necessità di intervenire sulla riscoperta dei nostri beni culturali, per esaltarne l’integrità e la conoscenza, attraverso ricognizioni,ricerche e soprattutto convegni ed incontri culturali. In questi giorni a Corigliano un importante incontro sul tema “Testimonianze archeologiche e storico-artistiche bizantine nella Calabria settentrionale”ha ospitato le relazioni dei docenti e archeologi medievisti dell’ Unical, Adele Coscarella e Giuseppe Roma. L’incontro organizzato dalla sezione calabrese della Società Italiana per la Protezione del Beni culturali (SIPBC) ha entusismato il pubblico presente, grazie anche alle ultime ricerche degli esperti.

S.ADRIANO, MONASTERO DI SAN DEMETRIO CORONE

Le origini della fondazione e le varie fasi costruttive del monastero di S.Adriano di San Demetrio Corone è stato l’oggetto della relazione della prof.ssa Coscarella. Fasi costruttive che si possono ricondurre al periodo bizantino fino all’età normanna, e gli ultimi rifacimenti e modifiche del XVIII secolo, in poi. S. Adriano, nella prima fase costruttiva oratorio del 955, sorse su un terreno appartenente alla famiglia dell’illustre e patrono di Rossano S. Nilo, che qui fondò successivamente un monastero dedicato a S. Adriano. L’importanza del Monastero aumentò in epoca Normanna(fine XI -XII secolo) e godette della protezione dei Normanni. La chiesa è a pianta basilicale, con tre navate divise da quattro arcate ogivali ; gli intradossi degli archi e le pareti sovrastanti sono decorati con splendidi affreschi bizantineggianti della seconda metà del XII secolo. Presenta chiare caratteristiche normanne su modelli romanici, il pavimento marmoreo realizzato con una tecnica mista, a opera sèttile alternata a mosaico, che richiama quello del Pathirion di Rossano.

NUOVA LETTURA DEL MONACHESIMO BASILIANO

Una nuova lettura del monachesimo basiliano in Calabria è stata evidenziata dall’intervento del  professore Giuseppe Roma, che ha messo  in discussione la solita visione  romantica dei monasteri bizantini, come luoghi solitari e isolati in cui i monaci si ritirarono per vivere in solitudine e in preghiera, lontani dalle tentazioni umane. Per il professora Roma la nascita dei monasteri in alcune specifiche zone della nostra regione, come l’area settentrionale della provincia cosentina a nord del Crati, è frutto della politica dell’impero bizantino, impegnato a contrastare  l’invasione dei Longobardi  in Calabria. Attraverso gli scavi effettuati dallo stesso Roma alla fine degli anni ’90 nella Calabria settentrionale ( lungo una linea che va da Sassone, nel comune di Morano Calabro, fino a Nocara, passando per Celimarro, Belsito e Casalini di S. Sosti),  è stato possibile rinvenire una serie di siti fortificati accompagnati da necropoli e da piccoli luoghi di culto, alcuni dei quali dedicati a San Michele, costruiti  tra il VI e il VII sec. d.C., nella zona a nord del Crati, che era all’epoca nella sfera d’influenza dei Longobardi di Benevento, siti che furono trasformati successivamente dai Bizantini in monasteri fortificati.

UNA CALABRIA SETTENTRIONALE RICCA DI TESTIMONIANZE ARTISTICHE

Tra gli interventi quello introduttivo del professore Franco Liguori, presidente della SIPBC-CALABRIA, che ha fornito un quadro informativo essenziale sulle testimonianze artistiche bizantine in Sibaritide, dalle chiesette di S. Marco e della Panaghìa di Rossano al Pathirion, dalla tavola della Nuova Odigitria di Corigliano alle chiesette bizantine di Amendolara, dalle grotte eremitiche rossanesi a quelle di Pietrapaola, fino al borgo fortificato medievale di Cariati, nato nel X secolo come kastron bizantino, fortificato al tempo di Niceforo Foca, e conquistato nel 1059 dal normanno Roberto il Guiscardo, nel quadro delle sue azioni militari per strappare la Calabria ai Bizantini.

L’assessore alla Cultura del Comune di Corigliano,Tommaso Mingrone ha portato il saluto dell’Amministrazione comunale ai relatori ed ha avuto parole di apprezzamento per le iniziative della SIPBC-CALABRIA, con la quale l’Amministrazione sta collaborando e intende continuare a farlo. Ha moderato l’incontro culturale il prof. Salvatore Martino, saggista e docente del Liceo Scientifico di Corigliano.

 

 

 

 

 

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