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Basso Jonio, la Sila Greca non è risorsa

di DAMIANO MONTESANTO

sila grecaMancanza di piani di assestamento boschivo, patrimonio montano vissuto come disagio, piuttosto che come opportunità, mancanza di investimenti, al di là di una manutenzione di sopravvivenza. È questo la foto dei territori della Sila Greca, che emerge dal racconto dei sindaci, pur con qualche eccezione. La presenza di una vasta area rimboschita, secondo Mauro Santoro, Sindaco di Terravecchia, costituisce una vera opportunità per i cittadini, non solo di Terravecchia, perché al suo interno esistono aree di sosta, aree attrezzate per picnic e percorsi naturalistici. Mancano, però, sia il Piano di assestamento boschivo che quello di mitigazione del rischio idrogeologico, senza cui non si ha possibilità di sviluppo. Non cambia la musica a Mandatoriccio, dove il patrimonio montano, dice il vice Sindaco Filippo Mazza, è sicuramente un punto da valorizzare e tutelare. Negli ultimi anni è stata fatta una ricognizione e i conseguenti interventi di risanamento colturale hanno garantito anche un buon introito per le casse comunali. Non esistono attrazioni turistiche di rilievo, ed è in corso di approvazione un progetto di mitigazione del rischio idrogeologico.
Il patrimonio montano-boschivo è certamente, per un comune come il nostro, una opportunità; purtroppo, però, non adeguatamente sfruttata anche per “strani interessi”: basti pensare che un bando per un taglio del valore di 150 mila euro è andato deserto per ben tre volte. Per non parlare dei continui tagli abusivi regolarmente denunciati, ma senza alcun esito. Purtroppo non siamo dotati di un Piano di assestamento boschivo; abbiamo, però, un progetto integrato di filiera per la valorizzazione del bosco per un valore di 350 mila euro. Sono le parole amare di Pasquale Manfredi, sindaco di Campana, che continua, lamentando la mancanza di attrazioni turistiche e strutture ricettive e l’assenza di collegamenti degni di tal nome.
Lo sfruttamento del patrimonio boschivo, le ricchezze naturalistiche e paesaggistiche, la ricca varietà di flora e fauna, la presenza di attrezzature turistiche e ricettive, una efficiente rete di collegamenti tra il centro urbano e le aree montane, possono creare lavoro ed economia. È questa, ancora, la filosofia di Giuseppe Giovanni Santoro, neo Sindaco di Bocchigliero, che ha già conferito l’incarico per la redazione del Piano di assestamento boschivo ed è impegnato in opere di consolidamento idraulico, di rimboschimento e pulitura dei boschi, di creazione di sentieri e di prevenzione per gli incendi. Il territorio comunale presenta una superficie boscata, di circa 150 km quadrati, compresa fra i 260 e i 1760 mt. sul livello del mare: una grande opportunità su cui costruire uno sviluppo futuro, mai intrapreso dalle passate generazioni, che hanno visto la montagna come un problema e non come opportunità di sviluppo.

Ha le idee chiare, inoltre, Luigi Stasi, sindaco di Longobucco, deciso a puntare sullo sviluppo turistico dell’altopiano. In questi anni abbiamo tutelato il territorio dal fenomeno del disboscamento selvaggio; sulle proprietà forestali abbiamo realizzato utili pari a circa 2000 euro ad ettaro, rispetto ai 40 centesimi del recente passato; abbiamo avviato– prosegue Stasi – la ricognizione delle proprietà comunali, per arrivare ai piani di assestamento e di gestione del bosco. Abbiamo un progetto, nel quale sono previste piste di fondo e pesca sportiva, un parco avventura, una struttura per la vendita di prodotti tipici, belvedere per vista fauna, anfiteatro, percorso vita. Strutture che, messe in correlazione con quelle sulla costa, oggi raggiungibili in poco più di trenta minuti, potrebbero rappresentare – conclude – uno sviluppo turistico Sila-mare dalle grandi prospettive.

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