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Barbuto e Scutellà: interpellanza al Governo sulle infrastrutture per la fascia ionica

Le deputate pentastellate Barbuto e Scutellà comunicano di avere depositato una interpellanza per chiedere al Governo di esplicitare meglio i lavori che sono ricompresi nel piano per il Sud, presentato nei giorni scorsi a Gioia Tauro dal Presidente del Consiglio dei Ministri, dal Ministro per il Sud e dal Ministro dell’Istruzione, per quanto riguarda la zona jonica della Calabria.

In particolare le deputate, nell’evidenziare le differenti situazioni esistenti sul territorio bruzio tra i due versanti jonico e tirrenico, a tutto discapito del primo, chiedono al Governo quali siano in concreto le opere previste per promuovere una sostanziale parità infrastrutturale tra i due versanti calabresi e porre l’intera regione, non solo una parte della stessa, nelle condizioni di poter aspirare, nell’ottica del piano per il Sud, al raggiungimento della inclusione e della connessione con il resto della nazione e al rilancio e allo sviluppo dell’economia.

Le due deputate rilevano che da decenni ormai la previsione, la progettazione e, quindi, la realizzazione di nuove opere infrastrutturali nella zona jonica calabrese, sembrano singolarmente riguardare, siano esse strade o ferrovia, non già un servizio in favore della stessa zona, ma quasi sempre un canale per far fluire il traffico sul versante tirrenico. «Il che – fanno sapere in una nota stampa – potrebbe anche non dispiacere se l’ottica in cui vengono pensate sia quella di mettere in collegamento le due zone senza però dimenticare il territorio jonico verificandosi, in caso contrario, la ovvia e prevedibile conseguenza che a sud di Sibari, ed in particolare nella zona del Crotonese, continuerà a scontarsi un perenne isolamento anche economico».

La Barbuto e la Scutellà, pur evidenziando la loro soddisfazione per i traguardi raggiunti in questi ultimi due anni e che vedranno sia la prossima partenza dei lavori sul terzo megalotto Roseto /Sibari sia l’avvio della progettazione del percorso alternativo Crotone/Simeri, dichiarano apertamente che si tratta solo di un inizio perché tale risultato, pur apprezzabile, deve costituire solo un punto di partenza per ridare pari dignità a tutta la zona jonica da Roseto Capo Spulico fino a Reggio Calabria.

«Non è concepibile, infatti, che la SS 106 sia costituita da una accozzaglia di tratti di strada di diversa tipologia e di caratteristiche differenti. Non è concepibile che per anni la progettazione abbia seguito logiche incomprensibili che hanno regalato o vorrebbero regalare al territorio tratti di strada diverse che appaiono come un rattoppato vestito carnevalesco che potrebbe anche far sorridere se non fosse che su quella strada, proprio a causa della sua estrema insicurezza, la gente continua a morire».

«Abbiamo avuto modo di notare – proseguono Barbuto e Scutellà – che nel piano per il sud si parla di completare e potenziare la linea AV Salerno Reggio Calabria. La cosa non ci dispiace affatto purché, oltre a tale opera, si punti anche a rilanciare ed infrastrutturare in maniera adeguata l’intera linea ferroviaria jonica che sembra essersi fermata al secolo scorso se si eccettua la famosa, o famigerata, elettrificazione della linea che procede a passo di lumaca per la quale non vorremmo dover attendere il prossimo secolo. Non è più tollerabile, infatti, questa trascuratezza che offre facili alibi a chi non fornisce di adeguati servizi la linea jonica. Come dimenticare infatti l’ennesima umiliazione subita dalla vecchia gestione regionale che non ha esitato ad investire somme per l’istituzione della Frecciargento da Sibari per Roma, ma si è totalmente dimenticato di prevedere un collegamento adeguato tra Crotone e Sibari per consentire ai cittadini del crotonese di fruire di tale servizio?

Ciò che è sempre mancato, concludono le deputate, è una visione d’insieme del nostro territorio le cui potenzialità non si potranno mai esprimere e concretizzare se continuerà ad imperversare questa logica perversa che per anni ci ha visto soccombere anche grazie a logiche campanilistiche di qualcuno in virtù delle quali abbiamo visto soccombere l’interesse pubblico in favore di interessi di pochi. Ciò non dovrà più accadere».


 

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