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Bankitalia: la Calabria cresce ma resta (molto) indietro

bankitalia«La direzione imboccata è quella giusta, ma non si può camminare, bisogna cominciare a correre». Anche Bankitalia certifica che in Calabria c’è la necessità di mettere in pratica, rapidamente, politiche che guardino al mondo dell’impresa e quindi del lavoro. L’occasione in cui la filiale calabrese della banca lo ha affermato è stata quella della presentazione dell’aggiornamento congiunturale sull’economia regionale, tenutasi nella mattina di venerdì a Catanzaro. Nella sintesi al documento presentato, il direttore della filiale Sergio Magarelli ha sottolineato: «Possiamo dire che, pur non potendo parlare di trend, è confermato l’andamento positivo della crescita economica.

Difficile sin da ora fare previsioni per il 2018. Ma alcuni indicatori ci dicono che i dati congiunturali che presentiamo oggi possono farci ben sperare. Parlo ad esempio della maggiore liquidità delle imprese. Che può tradursi in investimenti e quindi in aumento dei livelli occupazioni. Oggi non possiamo negare che, nonostante la crescita significativa dei livelli occupazionali, c’è ancora una forte distanza della nostra regione rispetto ai livelli nazionali».

BANKITALIA: PROSPETTIVE POSITIVE, FIDUCIA IN AUMENTO

La base su cui si fonda l’aspettativa è sempre più solida. La crisi, ormai alle spalle, ha lasciato comunque un cumulo di macerie su cui ricostruire. Motivo per il quale gli effetti delle politiche nazionali e regionali, che altrove portano benefici evidenti, in Calabria faticano ad emergere. Un dato su tutti è quello sull’export. Nella nostra regione, il dato statistico consegna un più che confortante +6% rispetto all’anno scorso. Ma il valore del comparto risulta di appena 200 milioni di euro confrontato a quello di Puglia (8 miliardi) e Sicilia (5 miliardi). E permette di capire quanto la Calabria sia distante dal resto d’Italia. Ma la percezione positiva sul futuro è certificata anche dalla maggior propensione ai consumi e all’indebitamento.

Frutto sicuramente dell’esigenza di sostituire prodotti ormai vecchi, certo, ma sintomo di una rinnovata fiducia nella possibilità di restituire il prestito. Il settore segna un +2.2% sui prestiti bancari alle famiglie, con i piccoli istituti più propensi a concedere credito rispetto ai cinque grandi gruppi bancari nazionali. Meno evidente l’apertura di credito nei confronti delle imprese. Tra un’offerta di certo non particolarmente competitiva (i tassi di interesse sono superiori di circa 3 punti percentuali rispetto alla media nazionale) e una scarsa propensione all’investimento da parte delle imprese, a beneficiare è soprattutto il comparto dei risparmi e dei depositi bancari delle imprese, che cresce dell’8.6%. Tornando a volgere lo sguardo alle famiglie, bene il settore automobilistico con le immatricolazioni che hanno fatto segnare, nei primi nove mesi del 2017, un +6.3%. Bene anche il comparto immobiliare, con le compravendite aumentate di circa il 9.3%.

MAGGIORE OCCUPAZIONE MA PRECARIA

Non male, ma parte da condizioni di per sé difficili, il mercato del lavoro: cala la disoccupazione complessiva al 22.4% dal 24% registrato lo scorso anno. Aumentano gli occupati dell’1.4%, dato sostenuto soprattutto da occupazioni autonome. Sono cresciute anche le assunzioni, ma con esse anche il grado di precarietà dovuto ad uno scarso apporto complessivo delle assunzioni a tempo indeterminato. Problema da attribuire, secondo Bankitalia, all’assenza, o comunque alla ridotta incidenza, delle agevolazioni che nel 2015 avevano determinato un piccolo boom delle assunzioni stabili. Il recupero sull’occupazione è comunque più lento che nel resto del Paese. Per quanto riguarda le imprese, a trainare l’intero comparto industriale sono stati i servizi. Soprattutto quelli connessi al turismo grazie ad un aumento delle presenze pari al 5.5% e nonostante il calo, drastico, dei flussi aeroportuali: -24% Reggio Calabria, chiusura dell’aeroporto di Crotone da novembre 2016 e solo +0.9% a Lamezia Terme.

Fonte: Corriere della Calabria

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