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Auto di lusso, la patria è in Calabria

auto di lussoTante auto di lusso in Italia, ma non altrettante dichiarazioni dei redditi che possano sostenere la presenza di così tanti bolidi nel Belpaese. Secondo un’analisi condotta per il Corriere della Sera sui dati messi a disposizione dal dipartimento delle Finanze e dall’Automobile Club Italia, in Italia nel 2014 sarebbero presenti 349.453 mila auto di lusso dal costo superiore ai 100 mila euro contro 269.093 mla dichiarazioni dei redditi Irpef di fascia alta. Una discrepanza che sembra suggerire la presenza di un elevato numero di contribuenti che dichiarano in realtà molto meno rispetto al reale reddito percepito e patrimonio posseduto. Il rapporto del Corriere, che si basa su un modello elaborato dal ricercatore indipendente Elio Montanari, rileva «grandi aree di diseguaglianza reale dei redditi nel Paese» che permangono negli anni, che su base nazionale e in relazione alle singole regioni italiane vengono di fatto corroborate dalla presenza di un’alta discrepanza dei dati relativi a redditi e possesso di beni di lusso, nel caso specifico di auto di grossa cilindrata.

AUTO DI LUSSO, ESEMPIO PRINCIPE IN CALABRIA

«In alcune regioni, specie nel Mezzogiorno e a Nord-Est, il surplus di modelli di lusso rispetto ai redditi di livello più alto è addirittura fuori da ogni scala spiegabile in un sistema dove prevale l’applicazione della legge», rileva inoltre Montanari.
L’esempio principe è la Calabria, che stando ai dati presenta la quota più bassa di dichiarazioni dei redditi sopra i 120 mila euro, quota pari allo 0,17%, un numero di supercar pari al triplo delle dichiarazioni Irpef, ovvero 6.095. «In Basilicata, Puglia, Umbria, Abruzzo, Trentino Alto Adige la proporzione di “super-car” rispetto alle Irpef elevate è più che doppia; in Sicilia e Veneto, quasi doppia», riporta la ricerca. Solo in quattro regioni italiane, invece, Lombardia, Lazio, Liguria e Piemonte, si registrano più dichiarazioni dei redditi sopra i 120.000 euro rispetto al numero di auto di lusso presenti.
Il modello elaborato da Montanari potrebbe effettivamente dare in qualche modo il polso della situazione relativa alla presenza di un’alta percentuale di sommerso, ma ha dei limiti: spesso infatti le auto di lusso vengono noleggiate da aziende e società – e il dato lombardo, regione in cui il tasso di macchine è molto più alto rispetto alla media italiana potrebbe essere essere spiegato attraverso la presenza di molte più aziende sparse sul territorio rispetto alle regioni meridionali, per esempio – e questo modello, basandosi sulle soli dichiarazioni Irpef, si fatto esclude quelle relative ai lavoratori autonomi e delle società di capitali.

Al tempo stesso, però, il modello sottostima anche il numero di supercar presenti in Italia, perché prende in considerazione solo quelle immatricolate nel Belpaese, sostanzialmente non includendo quelle immatricolate all’estero possedute e utilizzate da cittadini italiani ed esclude inoltre le auto d’epoca.

Fonte: Corriere della Calabria

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