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Imprenditore ittico assolto perché il fatto non sussiste

imprenditore itticoAssolto con la formula “perché il fatto non sussiste” il presidente di una cooperativa di pescatori di Schiavonea, G.I.. L’ imprenditore ittico a seguito di una verifica fiscale conclusasi nel febbraio 2014, veniva rinviato a giudizio dalla Procura della Repubblica di Castrovillari. Perché nella qualità di Presidente di una Cooperativa di Pescatori, avrebbe posto in essere una serie di false rappresentazioni nelle scritture contabili della Cooperativa. E si sarebbe avvalso di mezzi fraudolenti per ostacolarne l’accertamento. Al fine di evadere le imposte per un ammontare complessivo per circa 244 mila euro. E allo scopo di sottrarre all’imposizione elementi attivi per un ammontare complessivo di circa 887 mila euro. All’imputato veniva pertanto contestata l’accusa di aver commesso il reato di frode fiscale pluriaggravata.

IMPRENDITORE ITTICO AVREBBE EFFETTUATO CESSIONI DI PESCATO NON EVIDENZIATE IN CONTABILITA’

Nello specifico, secondo l’accusa, l’imputato avrebbe effettuato delle cessioni di pescato non evidenziate in contabilità e riversato fittiziamente a carico dei pescherecci alcuni costi che in realtà non sarebbero stati sostenuti, oltre ad aver annotato fittiziamente in contabilità il costo del personale.
Il Tribunale, condividendo le argomentazioni dell’Avv. Pasquale Di Iacovo, ha emesso nei confronti dell’imprenditore una sentenza di assoluzione “perché il fatto non sussiste”.

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