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Associazione Fiori d’arancio replica al presidente Magno

associazione fiori d'arancioReplica dell’Associazione Fiori d’arancio per la Fusione CoriglianoRossano alla nota stampa sottoscritta dal presidente del consiglio comunale di Corigliano.

“Pasqualino ha parlato! E già, per questo, gioiamo. In realtà l’ebbrezza l’avevamo provata il 16 gennaio scorso quando a Reggio Calabria, “ nella qualità istituzionale di presidente del consiglio” , era stato audito per ben 147 secondi – tutti d’un fiato- dalla prima Commissione regionale che discuteva di Fusione. Era il giorno in cui, due sindaci firmavano un documento unitario ma chiedevano tre cose diverse. Il giorno in cui due sindaci, e due presidenti  (tra cui Magno) di consiglio comunale chiedevano di essere auditi lontani dai rappresentati del popolo….

Oggi Pasqualino dice: “ l’assurdo ricorrere ad improprie riunioni pubbliche da parte di taluni con più o meno sedicenti rappresentanti del popolo”. Il Nostro si riferisce all’incontro di ieri  organizzato da Fiori d’Arancio  con ospite l’On. Mimmo Bevacqua.  Il titolo era: “una città da ideare e costruire: sinergie tra Movimenti Civici ed Istituzioni”. Già, perché i comitati di CoriglianoRossano cercano un confronto serio, con istituzioni serie. Mentre Pasqualino, “l’uomo che non deve chiedere mai”, ancora ci offende, definendoci,  così come il suo sindaco sconfitto ama fare, “indebite ingerenze”.

ASSOCIAZIONE FIORI D’ARANCIO: IL PRESIDENTE TENTA DI METTERE CONTRO POLITICA E MOVIMENTI

Ieri, abbiamo ricevuto un messaggio da Antonello Barbieri, sindaco ligure e presidente del Coordinamento nazionale per le Fusioni che, sul tema del confronto concreto tra cittadini e istituzioni ci dice:” I Comitati che costruiscono il futuro allo stesso tavolo con le Istituzioni, con pari dignità è una novità assoluta. Il Coordinamento nazionale per le Fusioni  indicherà il vostro percorso come modello da seguire in tutti i futuri percorsi di fusione”. Il Presidentissimo, come il suo sindaco, tenta di mettere contro la politica e i movimenti. E sbagliano. Anche qui. Anche stavolta. Noi riconosciamo il primato della Politica. Anche a Corigliano. Perché il più grande e potente esempio di onestà intellettuale politica e civica lo hanno dato i consiglieri (tutti) comunali per il Sì. Quelli che tra agosto a settembre hanno impedito il compiersi di quella vergogna istituzionale che sarebbe stata la revoca della delibera.

Noi riconosciamo a loro, sempre, il grande merito di averci fatto arrivare fin qui e aver reso possibile la Fusione.Mentre tutta l’Italia rideva di noi.  Se la politica deve gestire questa fase, lo facessero loro, non di certo un sindaco che romanticamente scrive ad un prefetto “ vogliate bene alla mia città come ne voglio io”, dopo averla fatta dilaniare per anni e volendole impedire di esprimersi sul proprio futuro con un referendum.  Geraci e Pasqualino ( e non solo…) sono inoltre ossessionati dalle elezioni per il nuovo sindaco. Leggendo  i loro comunicati, si rileva solo il terrore che si voti e che perdano la poltrona. Di elezioni, parlano solo loro e gli altri in malafede politica. A noi, questo argomento non appassiona. La data delle elezioni la stabiliranno i Commissari che verrano a costruire i principi della città nuova.

PRESIDENTE E SINDACO TROPPO IMPAURITI PER CONFRONTARSI CON LA CITTA’

A noi il compito di ideare e progettare, mettendo in rete le energie migliori. Ci sarebbe piaciuto confrontarci anche con sindaco e presidente del consiglio, ma li troviamo troppo impauriti per confrontarsi con una città che il 22 di ottobre ( prima che la regione) ha dato loro lo sfratto. Ci saranno tanti altri incontri con politici seri, tante altre “donzellette” (sembra quasi veder scrivere il colto vicesindaco Oranges…), a partire dalla prossima settimana. Ci confronteremo sempre sulle sinergie tra cittadini e Istituzioni, quelle con la I maiuscola.

Pasqualì, senta a nua: è fine gennaio. Il freddo sta per finire. L’idea della primavera della speranza intiepidisce già le austere stanze del Garopoli. Tra poco, verrà una sera in cui, mestamente, col tramonto fuori, finito l’ultimo collegamento Skype con il professore di Cosenza, guarderai il tuo ufficio di presidente per l’ultima volta e te ne andrai con la borsa  pensando a quanto è stato bello. Per favore, ricorda di spegnere la luce chè si consuma corrente. E dillo pure a Geraci. E a qualcuno di Rossano”.

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