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Assistenti fisici, arriva proposta di contratto. Ma è impresentabile

di REDAZIONE

assistenti fisici

i Sindacati davanti al Comune

Assistenti fisici, un nuovo episodio si aggiunge alla vertenza che vede coinvolti 39 operatori storici in protesta ormai da alcune settimane per le presunte violazioni contrattuali e di legge perpetrate dall’Ati “Maya-Sinergie”. Le lavoratrici, che attualmente stanno ancora tenendo un sit-in di protesta di fronte al Palazzo Municipale di Rossano, hanno ricevuto via mail un nuovo accordo aziendale che prevede la sottoscrizione di un rapporto a tempo indeterminato. Ma che integra in ogni caso disposizioni al limite dell’impresentabile. Così come dichiarato dagli stessi organismi sindacali.

ASSISTENTI FISICI, DISPOSIZIONI IMPRESENTABILI

“Le ferie devono essere godute nei periodi di sospensione dell’attività scolastica – si legge, fra le diverse disposizioni, nel suddetto accordo -. Sarà consentita la fruizione di massimo 4 giorni di ferie per motivi personali o familiari debitamente documentati. L’indennità economica di malattia sarà corrisposta a partire dal quinto (e non più dal terzo, ndr) giorno consecutivo di assenza”. Particolarmente interessante il punto in cui si dispone che “non troveranno accoglimento e stipula del contratto coloro che con dichiarazioni, affermazioni, scritti o comportamenti vari abbiano leso l’immagine della R.T.I., anche in riferimento a soggetti che abbiano avuto rapporti con le cooperative della RTI; si precisa altresì che chi, in seguito alla stipula del presente accordo e alle assunzioni, assumerà comportamenti lesivi a danno anche di una singola società della RTI sarà oggetto di licenziamento per “giusta causa””.

GLI ASSISTENTI FISICI PRESENTANO DENUNCIA

Si attendeva l’eventualità di un incontro, finora declinata dalla stessa Renzo che avrebbe dichiarato di non esser in nessun modo obbligata a presentarsi. Il comune avrebbe quindi deciso di indirizzargli un formale provvedimento di diffida. Nel frattempo, gli operatori hanno deciso di ricorrere alle vie legali, presentando insieme ai sindacati formale denuncia alla magistratura del lavoro.
E’, questa, sicuramente una forma di protesta apprezzabile  e non usuale a queste latitudini. Ma l’inadempienza ai basilari diritti non solo del lavoro, ma anche della persona e della dignità umana stessa pongono le premesse per un’opposizione e una ribellione ancora più drastiche. Che, probabilmente, dovevano essere guidate in maniera più decisiva. Poggiando su figure e organismi più risoluti.

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