Home / Attualità / Asili nido, la Calabria attende 7 milioni di euro, ancora in stand by

Asili nido, la Calabria attende 7 milioni di euro, ancora in stand by

ASILI NIDO. Per la CALABRIA circa 7 milioni di euro sono in stand by per il rinvio della Conferenza unificata delle Regioni. Così le scarse risorse, rispetto alle reali esigenze del territorio, previste dal piano di riparto nazionale stentano ad arrivare. Un  piccolo tesoretto che attende di essere utilizzato per far fronte alla “fame” di posti asilo di cui la Calabria atavicamente soffre. Risorse che non sono state ancora erogate alle Regioni per l’ennesimo rinvio della Conferenza unificata che si sarebbe dovuta svolgere giovedì scorso. Sul piatto per affrontare l’emergenza asili italiani ci sono 224 milioni di cui circa 7 (per l’esattezza 6 milioni e 755mila euro) destinati proprio alla nostra regione. Certo una goccia del fabbisogno accusato dalla Calabria, ma un primo passo per risolvere quella che da tempo viene denunciata come una vera e propria emergenza.
I dati parlano che appena il 10 per cento dei bambini sotto i 3 anni in Calabria allo stato può usufruire dei servizi dedicati, costringendo così la restante parte – dunque la stragrande maggioranza – a ricorrere a strutture private o babysitter con un aggravio di non poco conto sulle già martoriate tasche dei cittadini calabresi. Ricordiamo infatti che la nostra è la regione che risulta con il reddito pro capite più basso in Italia a cui si aggiunge appunto una ridotta capacità di usufruire di servizi pubblici come appunto gli asili. Non solo, solo un comune su due ha i servizi educativi per l’infanzia.
Dunque non stupisce come anche questo aggravio economico possa influire sulla riduzione del tasso di natalità registrato in Calabria. Così in attesa che questo piccolo tesoretto possa arrivare nei comuni calabresi – il meccanismo infatti prevede l’erogazione delle risorse direttamente nelle casse dei Comuni – alle famiglie meno abbienti non resta che affidarsi ancora una volta al sostegno di nonni e parenti nella gestione dei loro piccoli per non vedersi eroso il già flebile potere d’acquisto magari recuperato con qualche lavoretto a nero della mamme. (fontecorrieredellacalabria.it)

Commenta

commenti