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Arrestato il latitante Francesco Strangio

francesco strangioNella serata di ieri, in contrada Petraro del Comune di Rose (CS), i Carabinieri del Comando Provinciale di Cosenza e di Reggio Calabria, con personale dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria, hanno tratto in arresto Francesco Strangio, nato a Locri (RC) il 10 luglio 1980, residente a San Luca. Pregiudicato, è contiguo alla cosca di ‘ndrangheta degli Strangio alias “Janchi” di San Luca, inserito nell’elenco dei latitanti pericolosi. STRANGIO era ricercato dal 17 gennaio 2018. Già condannato per reati in materia di stupefacenti, rapina e porto abusivo di armi, era già sottoposto alla sorveglianza speciale di p.s. con obbligo di soggiorno.

Si era infatti sottratto ad un ordine di carcerazione emesso dalla Procura Generale della Repubblica di Reggio Calabria; in quanto già condannato in via definitiva alla pena di 14 anni  di reclusione e 60.000,00 € di multa poiché ritenuto elemento di spicco di un’associazione finalizzata al traffico internazionale (con il Sudamerica, la Germania ed il Belgio) di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti del tipo cocaina. In particolare, l’indagine in argomento aveva consentito di documentare l’importazione della sostanza stupefacente attraverso la spedizione con carichi di copertura; a bordo di navi salpate dal Sud America e giunte in porti del nord Europa, quali Amburgo ed Anversa.

FRANCESCO STRANGIO VERO E PROPRIO BROKER DEL NARCOTRAFFICO INTERNAZIONALE

STRANGIO, più volte indagato nell’ambito di operazioni antidroga, deve dunque ritenersi un vero e proprio broker del narcotraffico internazionale. Era in grado di gestire – in prima persona ed in stretta collaborazione con Pizzata Bruno cl. ’59, vertice dell’organizzazione che attualmente sta scontando in carcere una condanna a 30 anni di reclusione – le trattive per l’acquisto di ingenti quantitativi di cocaina. Il latitante è stato localizzato in un appartamento sito al terzo piano di un condominio sito in una frazione di Rose; attraverso una prolungata attività info-investigativa condotta sinergicamente dai Carabinieri dei Comandi Provinciali di Cosenza e Reggio Calabria e coordinata dalle Procure Distrettuali di Catanzaro e Reggio Calabria; a seguito della quale si è proceduto ad una progressiva “saturazione d’area” con il supporto specialistico dello Squadrone Eliportato Cacciatori di Calabria.

Tale attività ha consentito di individuare l’ultimo nascondiglio del latitante in un insospettabile condominio posto su una confluenza di più assi viari, ubicazione che ne avrebbe certamente facilitato la fuga in caso di intervento delle Forze di Polizia. Tale rischio è stato annullato da un’accurata cinturazione dell’area e dall’azione fulminea dei Carabinieri, che hanno fatto accesso nell’appartamento mediante l’abbattimento della porta blindata d’ingresso. Il pregiudicato è stato quindi colto di sorpresa e, non opponendo alcuna resistenza, è stato immediatamente bloccato dagli operanti.

RINVENUTI E SEQUESTRATI 8MILA EURO IN CONTANTI

Nel corso della perquisizione dell’immobile e pertinenze, sulla cui proprietà sono in corso ulteriori accertamenti, sono stati rinvenuti e sequestrati circa 8.000 euro in contanti, ritenuti provento di attività illecite; e ancora un passaporto e diverse copie di carte d’identità intestate a terzi soggetti (acquisiti per essere contraffatti con la sostituzione della fotografia); un bilancino di precisione e 3 telefoni cellulari parzialmente bruciati. Strangio li ha infatti lanciati nel caminetto presente all’interno dell’appartamento all’atto dell’irruzione. L’arrestato è stato tradotto presso la casa circondariale di Cosenza.

Il Comandante  Provinciale dei Carabinieri di Cosenza, Ten. Col. Piero SUTERA, nel rimarcare la valenza dell’operazione condotta, ha evidenziato che “le articolate e prolungate indagini che hanno portato alla cattura del latitante sono frutto del lavoro in piena osmosi posto in essere dalle varie componenti territoriali, mobili e speciali dell’Arma dei Carabinieri; il cui impiego consente di affermare in maniera capillare l’autorità dello Stato sul territorio”.

Fonte: Comunicato Carabinieri


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