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Area Urbana, il Vescovo benedice la fusione

satriano-comune-2I due sindaci dell’area urbana, Giuseppe Antoniotti e Giuseppe Geraci, hanno aperto le porte delle loro case istituzionali a Sua Eccellenza Monsignor Giuseppe Satriano, nuovo Arcivescovo di Rossano-Cariati. Già accolto da una cittadinanza entusiasta e carica di speranza, Monsignor Satriano, anche nella sua veste più formale, ha confermato quella prima impressione che rivelava affabilità e voglia di mettersi al servizio di una grande comunità. Così, a tu per tu con i primi cittadini per quell’atto doveroso che si esprime con il saluto fra alte cariche, il nostro Arcivescovo non si è certo fermato all’ufficialità del gesto. Anzi, si è calato nelle questioni delle due grandi città sibarite, unite nei problemi e nelle attese, con tutta quella calorosità e quell’affetto che continua a mostrare, incoraggiando quel processo di conurbazione forse frenato da troppa burocrazia e da troppe parole.
«Siano i cittadini i principali artefici dell’attuazione di questo programma – ha detto Monsignor Satriano – che altrimenti rimarrebbe una scatola vuota, senza anima né storia. Anche la Chiesa diocesana offrirà il suo prezioso contributo di cittadinanza attiva». Tutto fila liscio quando sedute attorno ad una stessa tavola rotonda, Chiesa, Città e istituzione si confrontano parlando lo stesso linguaggio, mosse da un unico interesse, la cui definizione il sindaco Antoniotti non poteva esprimere meglio: «Programmare un più proficuo cammino nell’affrontare insieme le grandi questioni che interessano il territorio, dallo sviluppo turistico per finire al progetto di unificazione delle comunità di Rossano e Corigliano».
La presenza, poi, costante di forze dell’ordine interessate e attive nella costruzione di questo processo di sviluppo è fondamentale. Il nostro Vescovo, dall’alto del suo peso spirituale, deve dialogare con i nostri garanti della sicurezza perché, ora più che mai, il territorio ha bisogno di una pluralità di voci e di figure che assicurino il bene comune. Istituzioni, forze dell’ordine e chiesa possono camminare insieme sotto il segno di un miglioramento che coinvolga tutti, in modo da essere ognuno protagonista del progresso, senza correre il rischio che al puzzle del territorio ideale manchi qualche tessera.

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