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Area urbana Corigliano-Rossano: sanità, luogo di interessi

di MATTEO LAURIA e ROSSELLA MOLINARI

ospedale-cori-rossLa sanità luogo di interessi. La conferma arriva dalle nuove manovre ordita da una cabina di regia non meglio definita. C’è chi pensa di utilizzare la gestione degli ospedali per cucirsi l’abito di capodipartimento o di candidato a sindaco alle prossime elezioni. Insomma la prassi non cambia. Eppure c’era chi criticava il famoso sistema “Mastella“. Viene da chiedersi: quanti “Mastella” ci sono in giro nel nostro territorio?
La risposta è semplice: tanti. Quest’ultimo tentativo di sovvertire l’orientamento con una forte impronta tecnicistica del commissario Massimo Scura con riferimento all’ospedale spoke Corigliano-Rossano, dimostra due cose: o siamo di fronte a soggetti che hanno ambizioni che esulano degli interessi del cittadino, oppure presentano forti limiti nel programmare una visione  di  politica sanitaria. Il piano Scura prevedeva l’area chirurgica a Rossano e l’area medica a Corigliano.  Il perché trova risposte nell’esistente: il “Nicola Giannettasio” ha già una predisposizione per l’emergenza/urgenza ( rianimazione, utic, traumatologia, ortopedia, etc), ha una facile accesso logistico e, soprattutto, è dotato di una pista di atterraggio per l’elisoccorso. Questi sono i principi ispiratori che inducono il manager di Stato a pianificare in questa direzione. Il “Guido Campagna” non ha queste caratteristiche, e in attesa del nuovo ospedale, si è pensato a una destinazione per la degenza post operatoria, gli acuti. Ora, nonostante l’attuale conformazione, c’è chi tenta di invertire tale programmazione. Ed è proprio per queste ragioni che i rappresentanti dell’Officina jonio Italia hanno avviato un’azione di protesta nei pressi del presidio ospedaliero di Rossano per dire “no” a una soluzione scriteriata, frutto solo di interesse personali, e per becero carrierismo politico e professionale. Su questo punto il laboratorio politico di Fratelli D’Italia, voluto dal dirigente nazionale Ernesto Rapani, è intenzionato a dare battaglia e a smascherare i misteri e i lati oscuri che ruotano attorno a questa triste vicenda. Che presta il fianco a nuove forme di campanilismo.

IL NUOVO OSPEDALE

Attenzione massima sulla realizzazione del nuovo ospedale della Sibaritide. Le vicende giudiziarie che investono la ditta Tecnis, aggiudicataria dell’appalto, rischiano di dilatare ulteriormente i tempi, mentre il territorio inizia a temere l’ennesima cattedrale nel deserto e l’ennesimo scippo. L’inchiesta della magistratura è in corso e, al momento, appare oltre modo difficile anche solo ipotizzare una tempistica sull’inizio, e sulla fine, dei lavori. Sullo sfondo la disputa tra Cosenza e Catanzaro per l’ubicazione di un nuovo presidio ospedaliero. E la Sibaritide si fa sospettosa. Il consigliere regionale dei Democratici progressisti Giuseppe Giudiceandrea tranquillizza gli animi, garantendo il massimo impegno regionale. Resta da sciogliere il “nodo Tecnis”, tra il ritiro del certificato antimafia e l’indebitamento societario su cui, di recente, ha lanciato l’allarme anche il comitato pro ospedale nuovo auspicando l’interessamento delle istituzioni a tutti i livelli. “È ovvio – afferma Giudiceandrea – che se la Tecnis dovesse essere investita da una procedura di carattere fallimentare sarebbe un dramma”.

Ciò comporterebbe la riapertura della procedura di gara e l’affidamento alla prima delle ditte non aggiudicatarie. Ma bisogna innanzi tutto avere contezza dei fatti, ammonisce il consigliere: “C’è un’inchiesta in corso che non impedisce che la Tecnis prosegua il proprio lavoro. Piuttosto dovrebbe essere la Prefettura ad emettere il provvedimento di via libera per questa azienda”. Giudiceandrea fuga poi i “sospetti” su nuovi scippi per la Sibaritide: “Non credo – afferma – che vi siano i presupposti. A parte l’attenzione del consiglio regionale, nella mia persona, nella persona del consigliere Bevacqua e anche del consigliere di minoranza Graziano, il presidente Oliverio in più di un incontro ci ha tenuto a rassicurare gli animi. È ovvio che finché non sarà posta la prima pietra, e anche dopo, anche quando l’ospedale sarà completato avremo paura. Quando si resta scottati è così ma io mi sento di tranquillizzare la Sibaritide: l’ospedale sarà realizzato e verrà fatto lì dove è stato previsto. Abbiamo anche stornato una serie di somme dai Pisl per garantire la realizzazione di uno svincolo che consenta l’accesso dalla ss 106 in maniera sicura e veloce”.

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