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In archivio il primo consiglio comunale di Corigliano Rossano

L’esordio del neo sindaco Stasi: «Per costruire questa nuova grande città c’è bisogno della collaborazione di tutti». Marinella Grillo eletta presidente

Anche il primo consiglio comunale della storia di Corigliano Rossano, dopo tutti i primi passi compiuti fino ad oggi sin dall’approvazione delle due delibere di fusione, passa agli annali. E lo fa filando “liscio” come previsto e con poche note di carattere politico. Quindi con l’elezione a presidente del consiglio comunale di Marinella Grillo, col giuramento del sindaco Flavio Stasi, con gli adempimenti burocratici rituali del caso e la composizione dei gruppi consiliari, ma ancora senza la nomina dei capigruppo.

In tutto questo – la seduta è durata più di cinque ore – le opposizioni mostrano già i denti. Tanti gli interventi dagli scranni delle minoranze, capeggiate dai candidati a sindaco sconfitti Gino Promenzio e Giuseppe Graziano, praticamente nulli invece quelli di una taciturna maggioranza di governo se non fosse per Maria Salimbeni e Titti Scorza. Fanno sentire la loro presenza anche gli oppositori Rosellina Madeo, Vincenzo Scarcello, Aldo Zagarese, Francesco Madeo e Gennaro Scorza.

E proprio dagli scranni delle minoranze, Promenzio apre le danze col primo intervento della storia della neonata assise, chiedendo alla maggioranza di cedere la presidenza del Consiglio «in segno di civiltà nella fondazione della grande città». Richiesta scontatamente rispedita al mittente da Maria Salimbeni che propone, contestualmente, Marinella Grillo, la quale sarà eletta alla seconda votazione, con i soli voti della maggioranza.

«Adempirò al mio ruolo – spiega nel suo breve discorso di insediamento la neo presidente – con impegno, scrupolo, attenzione, equilibrio. Sarò la presidente di tutti, dedita all’ascolto e col supporto di statuti e regolamenti che, comunque, da qui a poco andremo a riscrivere. Un grande lavoro ci attende, dovremo colmare le sabbie mobili che ci hanno avviluppato».

Seguono le votazioni per la vicepresidenza, anch’essa assegnata con gli stessi procedimenti del presidente, al più giovane dell’assise, Mattia Salimbeni. La parte più “colorata” del Consiglio si sviluppa prima della presentazione della giunta con gli interventi politici dell’opposizione e dopo il giuramento del sindaco con le sue considerazioni.
Stasi sembra a tratti emozionato, afferma di sentire il peso della responsabilità e tarpa le ali sul nascere ai polemisti antifusione che proprio in questi giorni sembrano aver ritrovato energie nuove grazie a presunti tagli economici sui fondi destinati proprio alle fusioni, poi puntualmente smentiti.

«Per costruire questa nuova grande città – dice fra l’altro il sindaco – c’è bisogno della collaborazione di tutti. Dobbiamo continuare ad alimentare questo grande sogno che è la città unica e per questo ringrazio Giuseppe Graziano che, al di là della dialettica elettorale, ha portato in consiglio regionale la legge istitutiva della città di Corigliano Rossano. Non posso esimermi dal fare questo riconoscimento, ma ora si apre una fase nuova, sento il peso di questa fascia e del ruolo che mi è stato affidato che svolgerò con tutta la passione, l’amore per la mia terra che ha contraddistinto da sempre la mia azione civile, sociale, politica. Chi fa, sbaglia – aggiunge accorato – ma posso garantirvi che tutte le volte che ho fatto qualcosa di giusto o sbagliato, l’ho fatto solo per amore verso la mia terra e quella voglia quasi ossessiva di vederle riconosciuti i meriti le bellezze e le grandi potenzialità che ha. Con questo spirito farò il sindaco».

A proposito del varo della giunta, il primo cittadino dichiara di aver mantenuto le promesse fatte in campagna elettorale: «Sono tutti assessori nuovi ma non per questo inesperti, sanno bene cosa fare dal punto di vista dei contenuti e dei programmi». Rispondendo a qualche critica delle minoranze che lo accusano di aver utilizzato il “bilancino” per effettuare le sue valutazioni tra politica e territorialità da rispettare tra Corigliano e Rossano, Stasi replica spiegando di aver scelto le persone migliori per ruolo e prospettiva. «Ci sono degli equilibri – aggiunge – ma io non sono il sindaco di Corigliano o di Rossano, non sto badando a logiche basate sulla latitudine o longitudine territoriale, ma alle criticità».

Dalle minoranze non poteva non piovere qualche critica rispetto alla concessione della presidenza all’opposizione, alla mancata elezione dei capigruppo ed alle eccessive deleghe mantenute dal sindaco. Nota a margine, l’eccessivo nervosismo scaturito sempre fra i banchi di opposizione a causa dell’intervento del giovanissimo vicepresidente, Mattia Salimbeni, rappresentante di Forza Italia fra le fila stasiane: «Troppa prosopopea, le lezioncine ce le poteva risparmiare», commenta Promenzio.

Insomma, un consiglio comunale poco impegnativo politicamente per il sindaco, probabilmente perché troppo gravato da incombenze prettamente burocratiche, anche se c’è chi dice che proprio Stasi stia avendo già il suo gran da fare a mantenere gli equilibri ed a tenere a bada qualche insistente consigliere regionale che preferirebbe avere una sua rappresentanza in giunta.

Fonte: Corriere della Calabria


 

 

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