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Antoniotti: «I soldi per la depurazione furono intercettati durante la mia consiliatura»

Sbotta l’ex sindaco di Rossano: «Da Stasi mi sarei aspettato verità e rispetto istituzionale»

Sul sistema della depurazione di Corigliano-Rossano è l’ex sindaco dell’estinto comune bizantino, Peppino Antoniotti, a dire la sua e a ricostruire le fasi salienti di un progetto che nel suo iter ha subito ritardi, modifiche, interdizioni e, poi, alla fine, il definitivo abbandono da parte dell’Amministrazione Stasi. Che punterebbe ad altro. Sta di fatto, però, che se il vecchio progetto è stato di fatto cestinato (almeno questo è quello che hanno detto alla città) i soldi del finanziamento restano. Questo ha detta di Antoniotti.

«Da Stasi – dice oggi l’ex sindaco di Rossano – mi sarei aspettato verità e rispetto istituzionale. «Quella che Stasi definisce “soluzione definitiva”, in realtà altro non è che l’ottenimento di un commissariamento unico , nominato con decreto dal presidente del consiglio dei Ministri l’11 maggio scorso per fronteggiare le procedure d’infrazione Comunitarie in materia ambientale. Una promessa di uno “studio di fattibilità”, alla stregua di quanto accade in altri agglomerati, non ancora usciti dall’infrazione, su un’ipotesi di progetto, accompagnato dall’ipotesi di risorse aggiuntive, che sposterebbe solo un po’ più a monte la collocazione del depuratore di S.Angelo e la ristrutturazione dell’attuale depuratore di Boscarello. Quindi, non più un unico depuratore consortile allocato fuori dal centro urbano».

E le “verità” di Antoniotti riguardano anche la consistenza del finanziamento intercettato e ottenuto per quel progetto. «Il progetto esecutivo, approvato dal sottoscritto – ricorda – per 15 milioni di euro (il comune ha incassato, come acconto, 1,4milioni di euro) è stato finanziato con fondi Cipe e prevedeva la partecipazione, per altri 15 milioni di euro, di un’azienda privata che ne avrebbe gestito, per un periodo di anni, l’impianto una volta realizzato».

«La decisione del governo di far intervenire un Commissario ad “acta” non significa necessariamente la modifica dei progetti in essere, specie quelli esecutivi come quello del depuratore consortile Corigliano-Rossano, perché l’obiettivo primario del Commissario era e rimane quello di accelerare le progettazioni e la realizzazione dei lavori di collettamento, fognatura e depurazione interessati dalle procedure comunitarie aperte nei confronti dell’Italia (la maggior parte in Calabria), per la violazione della direttiva Ue sulle acque reflue».

«In sostanza – spiega ancora Antoniotti – l’intervento del Commissario è finalizzato ad uscire al più presto e bene dal “cappio” delle “sanzioni” che significano centinaia di miglia di euro da sborsare a favore della comunità. Quindi, nessuna “intercettazione” da parte del Sindaco Stasi di un nuovo finanziamento, ma solo un incremento dei fondi già esistenti sulla base di un “progetto esecutivo” che forse sta soltanto nella vivace mente creativa del Sindaco».

«Il progetto esecutivo, c’è – ricorda ancora l’ex primo cittadino – e a causa del mancato inizio dei lavori, pende un ricorso presso il Consiglio di Stato dell’impresa aggiudicataria dell’appalto con richiesta di danni al Comune Corigliano-Rossano. Vorrei ricordare inoltre – conclude Antoniotti – agli attuali consiglieri comunali che si esprimono senza conoscere i fatti criticando indiscriminatamente il passato e le vecchie amministrazioni, che quelle stesse amministrazioni hanno saputo intercettate molte risorse destinate ai depuratori, (S. Angelo, Seggio, Piragineti) per l’ampliamento e la ristrutturazione degli stessi. Così come nel 2011, sotto la mia consiliatura, si è proceduto alla manutenzione generale di tutta la condotta sottomarina che purtroppo è stata poi definitivamente danneggiata dall’alluvione 2015. Altro che 40 anni di mancati interventi, così come dichiarato da qualche novello distratto attuale consigliere comunale»


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