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Antonio Scarnati: al sud e ai giovani diamo lavoro o reddito di cittadinanza?

antonio scarnatiL’avvocato Antonio Scarnati, già vicepresidente di GN Calabria, entra a gamba tesa nel dibattito apertosi sulla misura economica del reddito di cittadinanza. “Non voglio ragionare sui numeri o fare strumentalizzazioni (è la voce maggiore della c.d. “manovra del popolo”). Queste non mi sono mai appartenute ne mi apparterranno mai. Vorrei invece discutere dell’idea politica e della visione del mondo del c.d. Governo del cambiamento. Si, perché riguardo la povertà ho sempre pensato che essa non sia una questione puramente e strettamente economica (quindi la mancanza di soldi); piuttosto qualcosa di più consistente, ossia la mancanza di servizi, di interventi sociali, di infrastrutture. Per farla breve, la mancanza di opportunità utili al cittadino per realizzarsi.

Questo, a mio avviso, non si combatte con l’assistenzialismo, ma, appunto, investendo in infrastrutture, abbassando le tasse, favorendo il lavoro con incentivi all’occupazione e agevolazione all’impresa. Ecco! uno degli aspetti di maggior rilievo al riguardo è il lavoro, in particolare se parliamo del nostro sud Italia e dei giovani. Al sud e ai giovani diamo lavoro o reddito di cittadinanza? il lavoro è tra i metodi principali di contrasto alla povertà e crescita di una Nazione e allo stesso tempo il modo di dare autonomia e dignità all’Uomo. Non serve un sussidio, il quale sospende soltanto temporaneamente la povertà (e, comunque, neanche per tutti), ma non la risolve.

ANTONIO SCARNATI: AL GIOVANE MERIDIONALE VA DATA L’OCCASIONE DI COMPETERE ALLA PARI CON I SETTENTRIONALI

Maggiormente al giovane meridionale va data l’occasione di competere alla pari coi medesimi del settentrione e coi medesimi del continente e non costringerli a scegliere tra un sistema assistenziale o l’emigrazione lontano da questa parte di stivale. Necessita altro per la parte bassa della penisola e per i giovani. Più in generale, questo tipo di misure dovrebbero destinarsi, giustamente, a chi non è nelle condizioni di lavorare (per salute, per età o per altro) e non ad altri.

Lungi da me voler fare una critica faziosa e pregiudizievole, spero davvero che il sud, anzi l’intera Nazione e i giovani tutti possano ripartire grazie al reddito di cittadinanza e agli altri interventi in manovra. Tifo sempre per l’Italia e non solo quando gioca a calcio. Ritengo, però, che il complesso delle misure, non porteranno crescita e sviluppo in maniera costante e lungimirante e, soprattutto col reddito di cittadinanza, non si arriverà “all’abolizione della povertà””.


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