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Antonelli: Città del Codex, serve piano marketing nazionale

antonelliIl rilancio economico e turistico del territorio di Rossano e della Sibaritide passa necessariamente attraverso la valorizzazione dell’unicità del Codex. A dichiararlo è Lorenzo Antonelli, già Consigliere comunale delegato alla promozione della Città del Codex. Che lo scorso Sabato 15 Aprile 2017, ha partecipato alla visita istituzionale al Centro storico e al Museo diocesano e del Codex della delegazione parlamentare albanese “In Calabria, l’Evangelario patrimonio universale Unesco, è una leva fondamentale per l’attuazione di un programma di sviluppo culturale e turistico strategico per il territorio della Sibaritide. Ma non può esserlo per sempre. Considerato che, da tempo, tanti altri e preziosi monumenti, custoditi nella nostra regione, hanno offerto la propria candidatura a ottenere il prestigioso riconoscimento del Memory of the World.

Che potrebbe giungere nel prossimo futuro. Senza dubbio, questa prospettiva darebbe il giusto merito alla Calabria. Rendendola ancora di più una terra competitiva nel mercato turistico globale. Ma per Rossano ed il suo hinterland significherebbe perdere un primato. Che ad oggi garantisce di avere priorità nella fruizione di fondi comunitari e nazionali. Destinati alla promozione, alla creazione di servizi e di nuove infrastrutture per il turismo. È tempo – dichiara Antonelli – di attuare un piano di progettualità. Mirate prettamente al marketing pubblicitario della Città del Codex. Con l’obiettivo di creare una vera rete mediatica che parli e comunichi le bellezze del nostro territorio nel mondo.

ANTONELLI: BISOGNA ESSERE COSTANTI

Sono sicuramente ammirevoli ed estremamente utili le iniziative intraprese dal Sindaco Mascaro. Che con merito ha ripreso, rilanciato e ampliato il processo di promozione istituzionale di Rossano su scala internazionale. Così come anche quelle della Chiesa diocesana e dell’Arcivescovo Satriano. Che stanno ricostruendo la rete dell’accoglienza e dei servizi per il polo museale. Garantendo un battage permanente del Codice purpureo all’interno delle più importanti fiere per il turismo.   L’aver aderito, ad esempio – aggiunge -, alle giornate del FAI è stata un’intuizione formidabile. Che ci ha permesso di partecipare, da protagonisti, a quella che è una delle vetrine di promozione più importanti su scala nazionale. Ora, però, bisogna essere costanti. Per far sì che quel messaggio trasmesso con efficacia si possa consolidare nel tempo.

Purtroppo, ad oggi, a differenza di altre realtà, anche limitrofe alla nostra, che hanno puntato tutto sul marketing territoriale, Rossano e il Codex non sono presenti nella promotion degli aeroporti nazionali ed internazionali (nemmeno in quelli calabresi!). Né nei maggiori scali ferroviari e portuali del Paese. Non siamo reclamizzati sulle reti televisive. Tantomeno su quotidiani e riviste nazionali di uso comune. Non abbiamo una strategia di comunicazione persistente sponsorizzata sui social network. Tutti strumenti che, per intenderci, aiutano a coinvolgere e attirare le masse. Che oggi, causa la crisi, optano per sempre più per il turismo fai date. Adesso – questo l’appello di Antonelli – il Comune di Rossano ha un’opportunità, più unica che rara. Considerato che custodisce nel suo perimetro l’unico monumento calabrese riconosciuto come patrimonio universale.

ATTIVARE CONCORSO DI INTERESSI NON ELITARIO, MA AMPIO E CONDIVISO

Deve attingere attraverso la Regione a particolari e straordinari fondi nazionali e comunitari. Destinati proprio alla promozione turistica. Così come, facendo leva sul jolly dell’unicità e del primato, potremmo cogliere l’opportunità di creare una rete sinergica tra Rossano, la Sibaritide e Matera Città dei Sassi e Capitale europea della Cultura 2019. Così da creare, anzitempo, le basi per uno scambio di flussi turisticiUna campagna pubblicitaria di massa e su scala nazionale. 

Associata ad un concreto concorso di interessi attorno al Codex, non più elitario ma ampio e condiviso. Che creerebbe entusiasmo tra le attività produttive ed imprenditoriali che sarebbero incentivate a creare nuovi servizi e a realizzare nuove idee di rilancio del vasto e ricco, ma ancora sconosciuto, patrimonio artistico, culturale e paesaggistico che ruota attorno – conclude – al nostro Evangeliario miniato.

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